Ispettorato edilizia

Edilizia: l’Ispettorato del lavoro dà il via a controlli straordinari a fine 2021

Una campagna straordinaria di vigilanza nel settore dell’edilizia in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in base al Dm 338/1997: ecco tutte le info.

La recrudescenza del numero degli infortuni, in particolare in questo periodo di inizio “ripresa”, le numerose e interessanti agevolazioni fiscali nel settore dell’edilizia, il maggiore ricorso a particolari e non sempre regolari forme di prestazioni del lavoro dipendente e non, hanno indotto l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) a disporre una campagna straordinaria di vigilanza nel settore dell’edilizia, dove conserva la piena competenza, seppure in concorrenza con le Asl, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in base al Dm 338/1997.

Ecco le istruzioni dell’Inl

Tenendo conto di tali fattori, l’Inl con la nota protocollare n. 6023 del 27 agosto ha fornito alle sue strutture territoriali particolari istruzioni per cercare di contrastare tutte le possibili devianze che possano compromettere il corretto svolgimento dei rapporti di lavoro nel settore produttivo.

La particolare e straordinaria vigilanza, che si svilupperà in quest’ultimo quadrimestre 2021, selezionerà i propri obiettivi rivolgendosi, ad esempio, alle aziende mai ispezionate o verso quelle “dormienti” che hanno ripreso l’attività in coincidenza con l’applicazione del bonus 110%, nonché quelle in rete e/o che ricorrono abitualmente al distacco transnazionale, non trascurando le realtà che si avvalgono della irregolare rotazione del personale, che potrebbe caratterizzarsi, per esempio, mediante il ricorso a frequenti e non consentiti contratti a termine.

Cosa riguarderanno le verifiche effettuate?

L’accertamento ispettivo non dovrà essere indirizzato verso singoli e specifici istituti di tutela del rapporto di lavoro, ma dovrà interessare le varie forme di tutela: fisica, economica, previdenziale e assistenziale. Pertanto le verifiche dovranno riguardare le reali condizioni di salute e sicurezza anche per quanto riguarda l’osservanza dei protocolli anti-contagio, nonché il corretto utilizzo delle attrezzature di lavoro e l’effettiva e documentata formazione e informazione dei lavoratori.

Si suggerisce che i controlli siano estesi alla verifica della corretta instaurazione dei rapporti di lavoro e a tutto ciò che riguarda il trattamento normativo ed economico previsto dal contratto collettivo. In tale ambito si potrà tener conto della elaborazione dei dati contenuti nelle notifiche preliminari (ex articolo 99 e allegato XII del Testo unico 81/2008) relativi alla natura dell’opera, all’importo dei lavori, al numero presunto di lavoratori, anche autonomi, presenti sul cantiere.


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mensa aziendale

Mensa aziendale e green pass: da oggi un’importante novità per i lavoratori

Dal 23 agosto per accedere alla mensa aziendale sarà necessario il green pass. È un tema divisione affrontato dalle aziende in modo diverso e molto spesso… creativo.

Tra aziende alle prese con il tema del green pass in mensa aziendale, alcune si sono già attivate con alternative per gli sprovvisti del certificato vaccinale, con lunch box o delivery da consumare all’esterno o in appositi spazi. Altre, invece, soprattutto le più piccole, continueranno temporaneamente a seguire le regole del Protocollo di sicurezza: turni, plexiglass, tavoli sanificati e distanziati. Le soluzioni via via trovate sono state divisive anche all’interno delle associazioni datoriali.

Cosa dicono di preciso le Faq?

Come risulta dalle Faq i refettori o la mensa aziendale dovrebbero essere bandite a chi è sprovvisto di green pass perché il Protocollo “impone regole rigide sulla compresenza in spazi comuni, imponendo comunque sempre la mascherina”. Tra le aziende ad aver adottato alternative per i lavoratori senza certificazione, la Hanon Systems di Campiglione Fenile (Torino) è stata la prima a montare la tenda esterna destinata a chi non ha il pass.

Mediaset, Leonardo, Enel, Rai, Barilla stanno invece cercando soluzioni condivise con i sindacati per chi non può accedere alla mensa. Ci sono, inoltre, aziende che si oppongono fermamente all’obbligo del green pass in mensa e altre che sono andate oltre le Faq del Governo e che impongono la certificazione a tutti i dipendenti per entrare in azienda (o in alternativa un tampone rapido ogni 72 ore).

Tra le prime rientra il gruppo Coesia di Bologna, una multinazionale del packaging, che in mensa accetta tutti i dipendenti, senza distinguere tra chi ha o non ha il green pass, perché ritiene la “coesione” dei lavoratori un valore da “tutelare” tanto quanto la loro salute e contro ogni “discriminazione”.


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INL controlli

INL: cambiano i controlli per contrastare il lavoro nero e gli infortuni

L’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) cambia strategia: ispezioni basate su intelligence, controlli mirati nelle aziende, incrocio banche dati, struttura decentralizzata.

Fermare l’escalation degli incidenti sul lavoro ed il sommerso, statisticamente legato a doppio nodo alla recrudescenza degli infortuni: è questo l’obiettivo dichiarato dell’INL. Tra nuove task force e campagne ispettive mirate a livello regionale ad esempio con il progetto di vigilanza A.L.T. Caporalato!), è partita la lotta al caporalato e alle violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. E per rendere le ispezioni più efficaci e selettive, sono in arrivo presso l’INL 2.000 nuovi ispettori, di cui almeno 800 entro fine 2021. Inoltre, si punta sull’ “interoperabilità delle banche dati con gli altri enti di vigilanza (INPS e INAIL) e con le ASL, nonché su una struttura ispettiva tanto centralizzata quanto territoriale.

I dati INAIL che hanno portato al cambio di rotta

Nel primo semestre dell’anno, si sono verificati ben 538 infortuni mortali (dati INAIL), ed il settore dove incorrono più incidenti è quello dell’edilizia, dove si registrano anche le maggiori irregolarità contrattuali. Irregolarità e lavoro nero si segnalano però soprattutto nelle zone a più alta attività produttiva, nel Centro e nel Nord, soprattutto tra le PMI. Dunque, non solo Agricoltura e Costruzioni ma anche Logistica e Delivery, nel Manifatturiero, Alberghiero e Ristorazione.

Il lavoro nero in Italia genera un business di 77,8 miliardi di euro di valore aggiunto, secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi della CGIA. La situazione più critica si registra in Calabria: a fronte di 135.900 lavoratori irregolari, il tasso di irregolarità è del 22% per un’incidenza economica del 9,8%. Male anche Puglia (7,1%), Sicilia (7,8%) e Campania (8,5%). Di contro, anche se la Lombardia presenta oltre 504mila occupati in nero (10,4%), è la regione con il tasso più basso di valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare sul totale regionale (3,6%). Seguono Veneto, provincia di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Piemonte ed Emilia Romagna (PIL tra il 3,7 ed il 4% del fatturato).


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Licenziamento Covid-19

Covid-19: licenziamento escluso per chi non comunica un contatto indiretto

Non rischia sempre di essere licenziato il dipendente che non informa il datore di lavoro della possibilità di un contagio da Covid-19 secondo ciò che emerge da due recenti sentenze.

È questo il principio dettato da due nuove sentenze, una del Tribunale di Treviso e l’altra della Corte d’appello di Palermo: il licenziamento risulta illegittimo se il contatto avuto con una persona positiva al virus è indiretto, tale da non mettere in serio pericolo la sicurezza sul lavoro.

I due casi presi in esame

Il primo caso coinvolge una massaggiatrice di un ambulatorio specializzato in medicina estetica, che non ha riferito al datore di lavoro una conversazione avuta con una cliente, la quale le aveva raccontato di un contatto con un positivo al Covid-19 che la figlia, rientrata dalla Cina, avrebbe avuto. Invece di avvisare l’ambulatorio, la dipendente si era recata dai Carabinieri, che avevano poi interpellato la cliente, la quale però aveva riferito circostanze diverse.

Se è vero che il dipendente deve avvisare il datore di lavoro di qualsiasi situazione di pericolo cui venga a conoscenza, in base all’articolo 20 del decreto legislativo 81/2008 e che la direttiva Ue 2020/739, recepita con l’articolo 4 del decreto legge 125/2020, ha incluso il Covid-19 tra gli agenti biologici da cui è obbligatoria la protezione anche nell’ambiente di lavoro, nel caso specifico per il Tribunale di Treviso (sentenza 278 del 7 luglio 2021) la situazione non rappresentava un serio e concreto pericolo per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il giudice ha così ritenuto illegittimo il licenziamento, ma ha anche avvertito che è opportuno che i lavoratori collaborino con il datore per evitare situazioni sanitarie di rischio.

A Palermo la storia si ripete…

Per la stessa ragione è stato reintegrato il dipendente licenziato per giusta causa a Palermo per non aver informato immediatamente il datore di lavoro che la moglie aveva avuto un contatto con una collega, poi risultata positiva al Covid-19. Il lavoratore, infatti, aveva poi seguito la procedure di isolamento fiduciario disposta dalla Asl competente, ma non aveva avvisato subito l’azienda della situazione di rischio.

Il Tribunale aveva ritenuto illegittimo il licenziamento irrogato, ma l’azienda aveva impugnato la sentenza ritenendo grave l’inadempimento del lavoratore, visto che la violazione dell’obbligo di quarantena era tutelato penalmente dai reiterati Dpcm emergenziali.

La Corte d’appello di Palermo (sentenza 937 del 28 luglio 2021) ha invece confermato l’illegittimità del licenziamento.


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Decreto Sicurezza

Sicurezza: approvato un nuovo decreto per fronteggiare l’emergenza Covid-19

Approvato dal Consiglio dei Ministri n.32 del 5 agosto 2021 il decreto legge con le misure di sicurezza in vista dell’apertura dell’anno scolastico 2021-2022, trasporti ed eventi sportivi.

Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, in materia di università e dei trasporti (decreto-legge). Questa la nota del Governo del 5 agosto che le riassume.

Quali sono le attività regolate?

Scuola:

  • ogni attività sarà in presenza, con deroghe locali disposte da Regioni e sindaci in zone arancioni e rosse e per gravi rischi derivanti da focolai Covid;
  • obbligo di mascherine;
  • divieto accesso con sintomatologia da Covid o temperatura superiore a 37,5°;
  • personale scolastico, universitario e studenti universitari con obbligo Green Pass;
  • deroghe per le università esclusivamente in caso di attività che prevedano la presenza di soli studenti vaccinati o guariti;
  • previsto un piano di screening della popolazione scolastica.

Trasporti:

  • Green Pass obbligatorio per aerei, navi e traghetti interregionali ad esclusione di quelli operanti sullo stretto di Messina, treni Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità, autobus a lunga percorrenza che collegano più di due regioni, autobus a noleggio con conducente non in caso di trasporto pubblico locale e regionale;
  • senza Green Pass per i mezzi di trasporto non citati.

Eventi sportivi:

  • limite al chiuso portato al 35%;
  • modalità di assegnazione alternative al distanziamento di un metro in caso di eventi all’aperto.

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