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Coworking: il bonus sanificazione va ripartito tra i professionisti

Il tax credit per la sanificazione può essere ripartito tra più professionisti in caso di coworking e di ripartizione delle spese. 

Il credito d’imposta per le spese di sanificazione di spazi di coworking andrà calcolato dal professionista che ha sostenuto la spesa sull’ammontare al netto dei riaddebiti. Chiusa, ad agosto la finestra di spese agevolate per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli studi ora è il momento di prepararsi a richiedere il credito di imposta previsto per i mesi estivi.

Con una domanda da inviare dal 4 ottobre al 4 novembre. Il tax credit è richiedibile per le spese sostenute nei mesi da giugno ad agosto 2021 e, ad oggi, non comprende le spese del mese di settembre. Il bonus è usufruibile anche dai lavoratori autonomi e dai professionisti nella misura del 30% delle spese per la sanificazione degli ambienti, degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività, per l’acquisto di Dpi e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori (si veda l’elenco nella scheda.

Ai sensi dell’articolo 32 del decreto Sostegni-bis (Dl 73/2021), il credito d’imposta massimo è di 60mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2021.

Chi può beneficiare del tax credit sanificazione?

Beneficiano del tax credit sanificazione, oltre alle imprese, anche i soggetti esercenti arti e professioni ovvero coloro che svolgono attività di lavoro autonomo sia in forma individuale che associata.

La norma istitutiva dell’agevolazione non prevede alcuna distinzione in ordine al regime fiscale adottabile dai soggetti beneficiari, pertanto rientrano nell’ambito soggettivo anche i soggetti in regime di vantaggio (articolo 27, commi 1 e 2 Dl 98/2011) e quelli in regime forfettario. Non possono invece fruire del credito d’imposta coloro che svolgono attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, producendo redditi diversi e non di lavoro autonomo. 

Ecco la ripartizione del credito d’imposta

Nel caso delle spese condivise da più professionisti, senza vincoli associativi, che lavorano in coworking, si pone il tema della ripartizione oltre delle spese comuni anche del credito d’imposta. Non sono note interpretazioni ufficiali sul tema, ma partendo dai principi generali più volte espressi dall’agenzia delle Entrate, si può sostenere che il tax credit spetta al singolo professionista sulla quota parte di spesa agevolabile di sua competenza.

Pertanto qualora il professionista intestatario delle spese di sanificazione le ripartisca pro quota tra gli altri professionisti secondo i criteri stabiliti per il riparto delle spese comuni dello studio di coworking ciascun professionista potrà richiedere la propria quota di credito d’imposta. Le somme incassate per il riaddebito dei costi ad altri professionisti per l’uso comune degli uffici non costituiscono reddito di lavoro autonomo e quindi non rilevano quale componente positivo di reddito.

Il professionista che ha sostenuto il costo potrà quindi dedurlo solo per la parte a lui riferibile e non anche per la parte riaddebitata o da riaddebitare ad altri.


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