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Amianto, malattie correlate: online il report Inail 2022

Risale al 1992, trent’anni fa, la legge 257 con cui l’Italia metteva definitivamente al bando l’amianto. Ma le conseguenze dannose che questo agente cancerogeno provoca sulla salute umana sono ancora evidenti, dovute alla lunghezza particolare del processo di sviluppo delle malattie asbesto correlate.

Il periodo di latenza infatti supera generalmente i 25 anni e le patologie conseguenti possono manifestarsi anche a 40 anni dall’esposizione.

Per assicurare una tutela maggiore ai malati affetti da queste patologie, la legge di stabilità 2008 ha istituito presso l’Inail il Fondo per vittime dell’amianto. A beneficiarne sono i titolari di rendita diretta Inail, a cui è stata riconosciuta una patologia asbesto correlata, e i titolari di rendita a superstiti di lavoratori vittime dell’amianto. Nel 2015 i benefici del Fondo sono stati estesi anche ai malati affetti da mesotelioma per esposizione ambientale o familiare. Di recente, la legge di stabilità 2021 ha stabilizzato queste prestazioni.

Vista quindi l’attualità della questione amianto, la Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Inail cura l’aggiornamento periodico dei dati riguardanti questo comparto. Nel report più recente, consultabile sul portale dell’Istituto, sono disponibili i dati sulle malattie asbesto correlate riconosciute dall’Inail nel quinquennio 2017-2021, le rendite erogate, il numero dei beneficiari e le prestazioni una tantum per mesoteliomi di natura non professionale, desunti dagli archivi Open data Inail e dai monitoraggi del Fondo per le vittime dell’amianto.

Più di 1400 lavoratori colpiti da malattie amianto correlate

Dal 2017 al 2021 mediamente ogni anno i lavoratori affetti da patologie da amianto, con riconoscimento dell’origine professionale da parte dell’Inail, sono stati oltre 1400, e poco più di 1700 nel triennio più consolidato 2017-2019.

Il 4% dei riconoscimenti riguarda il genere femminile

Nel 2021 il 28% dei lavoratori affetti da queste patologie risulta deceduto a causa della malattia, mentre nel 2017 la percentuale si attesta al 44%. In pochi anni, osservano i professionisti della Csa, una cospicua parte dei tecnopatici con menomazione permanente compresa tra il 51 e il 100% subisce un aggravamento dei postumi e l’esito diventa mortale.

Confrontando ancora il termine e l’inizio del quinquennio, nel 2021 i lavoratori presenti nella classe di menomazione 51%-100% sono il 28% mentre nel 2017 si attestano al 6%. Sempre in questo periodo, rileva il report dell’Inail, circa il 4% dei riconoscimenti ha riguardato le donne, per le quali la definizione dei postumi si è rilevata più severa.

Nell’anno 2017 il 67% delle lavoratrici sono decedute, l’11% ha registrato una menomazione compresa tra il 51% ed il 100%, e solo il 22% una menomazione inferiore.

Le patologie asbesto correlate più diffuse

Nel triennio 2017-2019 a ricevere il maggior numero di riconoscimenti, con circa 600 casi l’anno, sono stati i tumori maligni di tessuto mesoteliale e dei tessuti molli, pari al 35% delle tecnopatie derivanti dall’esposizione ai minerali d’amianto. A seguire, le altre malattie della pleura con circa 580 casi l’anno (33%).

Le malattie polmonari da agenti esterni e i tumori maligni dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici hanno ricevuto entrambi circa 270 riconoscimenti l’anno, pari al 15%.

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