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Apvr, come scegliere quello giusto

I DPI a protezione delle vie respiratorie, detti anche APVR (apparecchi protezione vie respiratorie), sono dispositivi che servono a proteggere da sostanze aeriformi potenzialmente nocive (gas, polveri, vapori) mediante il meccanismo della filtrazione.

La Direttiva UE Seveso Ter (n.18 del 2012) è stata attuata nel nostro Paese tramite il decreto n.105 del 26 giugno 2015 recante Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, normativa di riferimento in materia di gestione della sicurezza nelle attività a rischio di incidente rilevante (RIR).

Tra gli obiettivi del decreto rientra anche quello relativo all’impegno verso il continuo miglioramento del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti e quindi anche alla scelta e gestione degli opportuni DPI, specificando, inoltre, la necessità  che il personale sia addestrato relativamente al loro utilizzo in funzione della tipologia di incidente. Tra questi anche gli APVR (apparecchi per la protezione delle vie respiratorie).

La scelta del giusto APVR

La scelta degli APVR opportuni deve conseguire ad un idoneo studio delle caratteristiche del posto di lavoro e dell’attività lavorativa. Deve anche portare “a una chiara definizione delle condizioni di impiego e alle seguenti valutazioni:

  1. concentrazione di ossigeno;
  2. natura (gas, vapori, polveri ecc.) e speciazione chimica dei contaminanti;
  3. tossicità dell’inquinante e valutazione dei relativi VLEP;
  4. concentrazioni dell’inquinante in aria nelle peggiori condizioni;
  5. dimensioni del particolato, se si tratta di polveri;
  6. condizioni di temperatura e umidità;
  7. attività fisica svolta dall’utilizzatore nel compimento del proprio lavoro;
  8. durata dell’attività lavorativa che richiederebbe di indossare il dispositivo di protezione;
  9. eventuali altri rischi presenti (schizzi di liquidi, incendio ecc.)”.
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