Le morti dimenticate: a gennaio decedute sul lavoro 52 persone, +18,2%

Le morti dimenticate: a gennaio decedute sul lavoro 52 persone, +18,2%

04/03/2020

In aumento anche gli infortuni dei lavoratori Under 20


Tutta l’attenzione pubblica è rivolta in queste settimane alla diffusione del nuovo Coronavirus in Italia, che a oggi, contagiando anche persone già debilitate e afflitte da altri gravi problemi, ha contribuito al decesso di 79 persone in poco più di un mese. Rischia così di passare in secondo piano un problema mortale altrettanto grave e di certo con numeri ormai consolidati in Italia: quello delle morti bianche.


Gli ultimi dati Inail riferiti al mese di gennaio 2020, infatti, registrano denunce per 52 decessi sul lavoro, ovvero 8 in più rispetto alle 44 del primo mese del 2019. La percentuale di aumento è del 18,2%. Altro dato su cui riflettere in via prioritaria è quello dell’aumento degli infortuni occorsi ai lavoratori Under 20, che registrano a gennaio un incremento del 4,2%.


Gli infortuni da Nord a Sud


Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel mese di gennaio sono state 46.483, in diminuzione di oltre 1.400 casi (-3,0%) rispetto alle 47.908 del primo mese del 2019. L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese e genere. Il calo è del 2,4% nel Nord-Ovest, 3,8% nel Nord-Est, 4% nel Centro, 0,3% al Sud e 4,2% nelle Isole. Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano il Molise, la Sardegna e la Valle d’Aosta, mentre gli incrementi sono circoscritti a poche regioni, prime fra tutte Puglia, Campania e Friuli Venezia Giulia.


Denunce di malattia professionale
 
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo mese del 2020 sono state 4.634, quasi 300 in meno rispetto allo stesso mese del 2019 (-5,6%).
 
Decrementi si sono registrati nell’Industria e servizi (in calo del 4,3%, da 3.995 a 3.823 casi) e in Agricoltura (-12,7%, da 856 a 747), mentre nel Conto Stato il numero delle patologie denunciate è aumentato del 14,3% (da 56 a 64).
 
L’analisi territoriale evidenzia decrementi delle denunce nel Nord-Ovest (-13,0%), nel Nord-Est (-13,9%) e al Sud (-18,2%). In controtendenza invece il Centro, con un aumento del 9,8%, e le Isole, con un +2,3%.
 
In ottica di genere si rilevano 208 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 3.609 a 3.401 (-5,8%), e 65 casi in meno per le lavoratrici, da 1.298 a 1.233 (-5,0%).
 
Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 4.554 a 4.296, pari a una diminuzione del 5,7%), sia quelle dei lavoratori extracomunitari, da 245 a 224 (-8,6%). Quelle dei lavoratori comunitari, invece, sono state sette in più, da 107 a 114 (+6,5%).
 
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori.