L'appello di Unasf al ministro Catalfo: “Necessari incentivi e rimborsi totali per Dpi e sanificazione aziende”

L'appello di Unasf al ministro Catalfo: “Necessari incentivi e rimborsi totali per Dpi e sanificazione aziende”

21/07/2020

Conflavoro Pmi ha partecipato oggi (20 luglio) al tavolo in videoconferenza dedicato a salute e sicurezza sui luoghi di lavoro convocato dal ministro Nunzia Catalfo. Per l’associazione, anche in rappresentanza di Unasf, è intervenuto il presidente nazionale Roberto Capobianco, chiedendo maggiore coordinamento tra i territori e, soprattutto, incentivi e rimborsi immediati e totali alle aziende circa i costi effettuati nei mesi scorsi e per il prossimo futuro, dovuti agli adeguamenti di ambiente e strumenti di lavoro per frenare la diffusione del Covid.

“La tematica è tra le primarie missioni di Conflavoro – spiega Roberto Capobianco – poiché vediamo nella prevenzione e nella sicurezza in azienda il crocevia per un sereno equilibrio tra vita professionale e vita privata. Da sempre promuoviamo e costruiamo per il sistema Lavoro quella che amiamo definire ‘coscienza della sicurezza’, ma questo equilibrio nei fatti è purtroppo ancora molto precario. Le manchevolezze diffuse, inutile negarlo, riguardano anche lo stesso sistema istituzionale e il modus operandi degli organi controllori, che in questo periodo per tutti nuovo dovrebbero formare gli imprenditori prima ancora che punirli. Questi limiti ‘storici’ sono oggi evidenti a tutti con lo scoppio dell’emergenza”.

“In particolare il sostegno e l’incentivazione, anche economica, alla sicurezza in azienda è sempre stato una sorta di tabù in Italia. Lo Stato potrebbe e secondo noi dovrebbe fare molto di più. Basti pensare al protocollo anti-contagio obbligatorio: è sacrosanta la sua attuazione, su questo non si discute anche perché risulterà fondamentale specie nei prossimi mesi. Ma sta di fatto che porta con sé dei costi non indifferenti specie per le piccole realtà aziendali. Che sono dunque costrette, per poter riprendere l’attività, ad affrontare delle spese difficilmente sostenibili per la messa in sicurezza di ambiente, strumenti e lavoratori. Di contro, dove sono i rimborsi necessari e dovuti loro?”.

“Sì – conclude il presidente di Conflavoro – è vero che sono finalmente state rese note le modalità per accedere al credito d’imposta così come previsto dal decreto Rilancio, ma è altrettanto vero che questo credito copre solo in parte i costi. Serve piuttosto un rimborso totale e celere delle spese effettuate. E di certo non sono stati sufficienti, come abbiamo visto, i 50 milioni di Invitalia, polverizzati in un secondo durante il click day. La verità è che anche nel campo della sicurezza, soprattutto oggi, le aziende hanno bisogno di certezze burocratiche semplici ed esaustive, non come è accaduto fino a poco tempo fa proprio per la questione sicurezza anti-Covid, quando mancava una linea guida unitaria per settore. E queste certezze servono principalmente sul sostegno economico-finanziario da erogarsi al 100 per cento dallo Stato a difesa del tessuto imprenditoriale e della salute dei nostri lavoratori”.