Il servizio Prisma INPS viene esteso anche ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze lavoratori iscritti alla Gestione pubblica. La novità è stata comunicata dall’INPS con la circolare n. 63 del 5 giugno 2026 e si inserisce nel percorso di digitalizzazione degli strumenti a supporto degli adempimenti contributivi. La piattaforma consente ai datori di lavoro e agli intermediari abilitati di ottenere un prospetto di sintesi delle informazioni presenti negli archivi informatici dell’Istituto al momento della consultazione.
Il documento è utile per verificare la corretta applicazione del massimale contributivo previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, norma che ha introdotto un limite alla retribuzione imponibile e pensionabile per i lavoratori privi di anzianità contributiva precedente al 1° gennaio 1996. Il nuovo ampliamento completa il quadro già delineato dalla circolare INPS n. 48/2024, che aveva disciplinato il funzionamento del servizio per la generalità dei datori di lavoro, con l’obiettivo di ridurre errori e incertezze nella gestione delle posizioni contributive.
Prisma INPS e prospetto informativo per il massimale contributivo
Il nuovo ambito di utilizzo della piattaforma riguarda i rapporti di lavoro in cui il dipendente risulta iscritto alla Gestione pubblica. L’accesso non avviene in modo generalizzato, ma è subordinato a specifiche condizioni di legittimazione. Il datore di lavoro, anche tramite un intermediario abilitato, può consultare il prospetto relativo al codice fiscale del lavoratore solo se risulta effettuata la comunicazione UNILAV di assunzione e se il rapporto di lavoro è ancora attivo. Questo meccanismo serve a garantire che la consultazione sia collegata a un rapporto concreto e attuale, evitando accessi impropri a informazioni previdenziali personali.
Il prospetto restituito dalla piattaforma non sostituisce la valutazione del datore di lavoro, ma rappresenta uno strumento di supporto per ricostruire le informazioni disponibili negli archivi INPS. Tra gli elementi evidenziati può rientrare anche l’eventuale presenza della domanda del lavoratore per la disapplicazione del massimale contributivo prevista dall’articolo 21 del Dl 4/2019, convertito dalla legge n. 26/2019, purché tale domanda risulti in stato di istruttoria o accolta. La piattaforma, quindi, consente una lettura più ordinata della posizione contributiva, ma non elimina la necessità di verifiche interne e di una corretta gestione documentale.
Le ricadute operative per datori di lavoro e intermediari
Le imprese, gli enti e gli intermediari che gestiscono lavoratori iscritti alla Gestione pubblica possono utilizzare Prisma come strumento di controllo preventivo per ridurre il rischio di errori nell’applicazione del massimale contributivo. La corretta individuazione del regime contributivo applicabile è un passaggio rilevante, perché incide direttamente sul calcolo dei contributi dovuti e sulla gestione della posizione previdenziale del lavoratore.
Un errore può generare versamenti non corretti, recuperi contributivi, richieste di regolarizzazione e difficoltà nella ricostruzione della posizione assicurativa. Per questo il prospetto informativo assume un valore operativo importante, soprattutto nei casi in cui la storia contributiva del lavoratore presenti elementi non immediatamente chiari o quando vi siano passaggi tra gestioni diverse.
La piattaforma può agevolare il lavoro amministrativo, ma deve essere integrata in un processo gestionale più ampio, fondato sulla verifica delle comunicazioni obbligatorie, sull’acquisizione delle dichiarazioni del lavoratore e sul coordinamento tra datore di lavoro, consulente e uffici competenti. In questo modo la digitalizzazione diventa un supporto concreto alla correttezza contributiva e alla tutela delle posizioni lavorative.


