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Settimana europea contro il Cancro:EU-OSHA su riabilitazione e reinserimento del lavoratore

Settimana europea contro il Cancro (European Week Against Cancer – EWAC) – un momento voluto dalla Comunità europea durante il quale enti di beneficenza, responsabili delle politiche europee e il pubblico in generale si impegnano in varie attività connesse alla sensibilizzazione sulla prevenzione, l’accesso alle cure e il sostegno a pazienti e sopravvissuti al cancro.

In questo contesto EU-OSHA ha diffuso i risultati di una ricerca che risponde a varie domande circa la possibilità e le difficoltà del ritorno al lavoro per chi è stato colpito dal cancro. 

Ogni anno, in Europa a circa 1,4 milioni di persone in età lavorativa viene diagnosticato il cancro. Sebbene molte di queste persone siano in grado di continuare a lavorare, il tasso medio di ripresa del lavoro dopo 18 mesi è solo del 64% e coloro che sopravvivono al cancro hanno una probabilità 1,4 volte maggiore di essere disoccupati e tre volte maggiore di ricevere prestazioni di invalidità.

Ottimizzare la riabilitazione e la ripresa del lavoro dei lavoratori malati di cancro è importante sia per migliorare il benessere di questo gruppo vulnerabile sia per ridurre l’impatto sociale e finanziario dei casi di cancro sulle imprese (europee) e sulla società in generale.

Fra le modalità di sostegno alla ripresa del lavoro vi sono gli interventi psico-educativi, quali la consulenza abbinata alle informazioni su questioni di sicurezza sociale, e l’allenamento fisico per rafforzare le capacità fisiche e mentali. 

Per saperne di più visita il sito ufficiale EU-OSHA dedicato a questa iniziativa.

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Focus sullo Stress lavoro Correlato – Valutazione del Rischio

L’UE ha stimato che più del 20% dei lavoratori dei 25 stati membri ritiene che la propria salute sia a rischio a causa dello stress e che una percentuale compresa tra il 50% e il 60% delle giornate lavorative perse sia in relazione a situazioni di stress lavorativo.

L’oms prevede che nel 2020 la depressione sarà la causa principale di inabilità al lavoro.

Il Dlgs.81/08 ha introdotto l’obbligo per il datore di lavoro di valutare il rischio stress lavoro correlato, nell’ambito della propria azienda , e formare ed informare i lavoratori su questo fattore di rischio. Il datore di lavoro deve quindi verificare se le condizioni lavorative possano indurre nei lavoratori una condizione di stress e formare ed informare i lavoratori su questo argomento con un apposito corso. Tutte queste valutazioni devono limitarsi all’ambiente lavorativo senza prendere in considerazione fattori stressogeni esterni.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di:

  • Produrre un documento specifico per la valutazione dei rischi stress lavoro correlato
  • Formare ed informare i lavoratori riguardo a questo rischio 
  • Introdurre misure adeguate per ridurre o eliminare del tutto il rischio.
Cosa si intende per stress lavoro correlato?
Per Stress lavoro correlato si vuole intendere quella percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro, eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste. Esiste uno stress positivo che comporta ottimi effetti sul nostro organismo, consentendoci di reagire in modo efficace ed efficiente agli stimoli esterni e di innescare un’adeguata soglia di attenzione verso le esigenze dell’ambiente; ma se la condizione di stress si mantiene per un tempo prolungato assume inevitabilmente un carattere negativo e diventare così fonte di rischio per la salute dell’individuo, sia di tipo psicologico che fisico , riducendo l’efficienza sul lavoro.
Quali possono essere gli effetti aziendali causati dallo Stress lavoro correlato?
Per le imprese gli effetti negativi possono essere una scarsa redditività complessiva e la diminuzione della produttività causata da un alto tasso di assenteismo e un aumento dei tassi di incidenti e infortuni.
Chi deve effettuare la valutazione dello Stress Occupazionale?
La legge dice chiaramente che il responsabile di tale valutazione è il datore di lavoro, si precisa però che nel caso in cui il datore  di lavoro non abbia tutte le competenze necessarie si può affidare a strutture esterne competenti e specializzate. Al momento esistono diverse linee guida per la valutazione del rischio annesso allo Stress lavoro correlato che prevedono la somministrazione di questionari o Check list ad un campione aziendale statisticamente valido, con l’obbiettivo di individuare le aree potenzialmente soggette al rischio sulle quali concentrarsi con interventi di analisi e correttivi.
Quali sono le sanzioni comminate al datore di lavoro in caso di mancato adempimento alla Valutazione Stress Lavoro Correlato?
Per omessa redazione del DVR, violazione Art.29, c. 1, è previsto l’arresto da 3 a 6  mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro, mentre per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livello di sicurezza è prevista una ammenda da 2.000 a 4.000 euro
UNASF Conflavoro PMI in quanto Unione Nazionale per la Sicurezza e la Formazione promuove la prevenzione e protezione dai rischi in ambito di lavorativo ed offre attraverso i Centri di Formazione Paritetici Territoriali il Corso per Stress Lavoro Correlato per ulteriori informazioni info@unasf.conflavoro.it .
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Lavoratori marittimi: nuova procedura per le prestazioni di malattia

È stata pubblicata da Inps la circolare n.70 che riporta scadenze e istruzioni destinate ai datori di lavoro per l’utilizzo della nuova funzionalità dell’Anagrafica dell’Istituto necessaria per le prestazioni di malattia dei lavoratori assicurati ex-Ipsema.

La nuova funzionalità anagrafica per natanti è stata implementata da Inps per integrare le anagrafiche Inps e ex Ipsema utilizzate finora l’una a fini contributivi e l’altra per prestazioni di malattia. Al contempo, per permettere l’invio dei flussi retributivi anche in forma massiva e non solo per singola posizione.

Il nuovo sistema Inps ha introdotto la possibilità per datori di lavoro e armatori di inserire attraverso un questionario gli elementi descrittivi delle navi utili agli adempimenti contributivi. 

Sono tenuti a completare le registrazioni sia i titolari di natanti già iscritti all’ Inps sia le nuove matricole. 

L’aggiornamento del sistema da parte dei datori di lavoro dovrà avvenire obbligatoriamente entro 60 giorni dalla pubblicazione della circolare avvenuta il 17 maggio. Dopo tale data verrà dismesso l’applicativo ex-Ipsema. “Allo stesso tempo, verrà reso disponibile ai datori di lavoro sul sito dell’Istituto il nuovo applicativo web per la comunicazione dei dati retributivi afferenti il dipendente in assistenza per malattia”.

Per conoscere i dettagli leggi la circolare Inps cliccando qui.

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Ancora morti bianche – sale il bilancio

Daniele Tognini 52 anni è morto ieri nel tardo pomeriggio in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto in una ditta di lavorazione del marmo a Pietrasanta, in provincia di Lucca, di cui la vittima ne era titolare. 

Da quanto ricostruito al momento il 52enne stava utilizzando un frullino, che serve per tagliare o smerigliare, quando ha perso il controllo dello strumento  ferendosi a una gamba e recidendosi l’arteria femorale. L’uomo, che era da solo nella ditta, è uscito a chiedere aiuto e poi si è accasciato a terra. I soccorritori del 118, al loro arrivo, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Una tragedia che fa salire il bilancio delle morti bianche nel territorio toscano.

È il 14° morto sul lavoro in Toscana dall’inizio del 2018. 

In attesa della definizione del protocollo di coordinazione tra Regioni e Ministero sulla sicurezza sul lavoro, annunciato dall’incontro di pochi giorni fa tra il ministro Poletti e le Regioni,  ribadiamo quanto sia necessario continuare a lavorare affinché si raggiunga un livello di formazione e prevenzione necessario al mantenimento di ambienti di lavoro sani e sicuri. 

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Come redigere il Piano Operativo di Sicurezza?

Cos’è il Piano Operativo di Sicurezza?

ll Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il documento che un datore di lavoro deve redigere prima di iniziare le attività operative in un cantiere esterno. Il POS rappresenta il dettaglio della valutazione dei rischi già prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 626/94, ora abrogato e sostituito dal Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro approvato con decreto legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 e successive modifiche, articoli 17 e 28, per le attività che si prevede di eseguire in un cantiere edile. Lo stesso deve essere sviluppato secondo i contenuti previsti nel Titolo IV – allegato XV

Come si  redige un Piano Operativo di Sicurezza?

Il documento deve riportare necessariamente una serie di informazioni e contenuti minimi, relative al cantiere nel quale opera l’impresa e valutazioni precise dei rischi ai quali sono sottoposti i lavoratori.

E’ necessario inserire nella redazione del Piano gli allegati:

  • attestati di formazione dei lavoratori;
  • attestati dell’RSPP;
  • verbale di nomina, accettazione e attestati dell’RLS;
  • attestati addetti di pronto soccorso e antincendio ed evacuazione;
  • verbale di consegna dei DPI;
  • verbale di nomina e accettazione dell’incarico del medico competente.

Il Piano Operativo di Sicurezza non è, tuttavia, un semplice adempimento amministrativo o un inutile prassi burocratica. Il documento deve essere considerato dagli addetti dell’impresa come un prezioso vademecum contenente utili indicazioni per prevenire, o limitare al massimo, i rischi per la salute dei lavoratori. Il POS, inoltre, deve fornire, in maniera dettagliata, tutte le prassi che gli addetti dell’impresa devono seguire per mantenere alti i livelli di sicurezza in cantiere.

Cos’è il modello semplificato?

Il Piano Operativo di Sicurezza con modello semplificato è stato introdotto dal Decreto Interministeriale 9 settembre 2014; si tratta di un modello standardizzato nato con lo scopo di semplificare gli adempimenti formali senza ridurre la tutela del lavoro.

La scelta di redigere il Piano Operativo di Sicurezza con modello semplificato o con metodologia classica è una facoltà del datore di lavoro dell’impresa esecutrice non condizionata né dal tipo di attività svolta dall’impresa né dalla tipologia di cantiere in cui è chiamata ad operare.

Il Modello semplificato nasce con la finalità di essere il più possibile chiaro, facile da seguire e di aiuto nella corretta interpretazione di quanto previsto dal Dlgs n. 81/2008 senza ridurre in nessun modo i contenuti sostanziali previsti in materia di valutazione del rischio e di misure preventive e protettive da adottare.

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