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Sicurezza sul lavoro e benessere lavorativo: un binomio possibile

L’Agenzia Europea per la Sicurezza sul Lavoro (Osha) ha svolto una ricerca sull’importanza del benessere fisico, mentale, economico e sociale dei lavoratori ed ha concluso che per ogni euro che l’azienda investe nel benessere del lavoratore, ne guadagna dai 2,5 ai 4,8. Infatti il disagio lavorativo colpisce 4 milioni di persone in Italia ed è la causa di più della metà delle giornate perse sul lavoro, le perdite di fatturato sono stimate dal 2,6% al 3,8 % del prodotto interno lordo. Dunque è importante che le aziende si muovano nella direzione di un benessere per i propri dipendenti che di conseguenza produrrà una buona qualità di vita per le proprie famiglie. Questo argomento merita di essere discusso e sviluppato perciò sarà argomento del convegno Safety Expo il 21 e 252 settembre 2016.

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Campagna europea 2016-2017: Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età

La campagna è finalizzata a promuovere il lavoro sostenibile ed un invecchiamento sano, fornire informazioni e strumenti pratici per la gestione della Ssl nel contesto dell’invecchiamento della forza lavoro e agevolare lo scambio di informazioni e la condivisione delle buone pratiche. La campagna 2016-2017 dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) è nata dal progetto pilota “Lavoro più sicuro e più salutare ad ogni età” (2013-2015), finalizzato alla raccolta ed analisi di strategie e programmi in materia di Ssl, relativi all’invecchiamento attivo. Come per le precedenti edizioni, è una campagna decentralizzata, coordinata dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) ma gestita a livello nazionale dagli Stati Membri, attraverso i rispettivi Focal Point, con il supporto delle proprie reti. Fonte: inail.it L’Inail rappresenta il Focal Point nazionale, in cooperazione con un network nazionale. Gli obiettivi specifici della campagna sono i seguenti: promuovere il lavoro sostenibile ed un invecchiamento sano, e sottolineare l’importanza della prevenzione per tutta la vita lavorativa fornire sia ai datori di lavoro che ai lavoratori informazioni e strumenti pratici per la gestione della Ssl nel contesto dell’invecchiamento della forza lavoro agevolare lo scambio di informazioni e la condivisione delle buone pratiche sul tema. Per la campagna sono state realizzate e messe a disposizione sul sito di Eu-Osha risorse informative tese a favorire una maggiore sensibilizzazione e una migliore comprensione riguardo al tema dell’invecchiamento attivo.

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Attrezzature di lavoro: indicazioni e direttive

il principale riferimento normativo relativo alle attrezzature di lavoro è costituito dalla Direttiva macchine 2006/42/CE insieme all’dall’art. 69 del D.lgs. 81/2008 che definisce l’attrezzatura di lavoro come ‘qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro’. A tale proposito il volume “ Salute e Sicurezza nelle imprese artigiane e nelle PMI: cosa occorre sapere e cosa si deve fare” ha sintetizzato la normativa in materia di sicurezza: -le attrezzature di lavoro devono essere messe in movimento solo da atto volontario dell’operatore; – gli organi di moto devono risultare segregati durante il movimento, se non per la parte strettamente necessaria allo svolgimento del lavoro; -Il rischio di infortunio è diverso a seconda del tipo di macchina in uso; -Il Datore di Lavoro eve ‘informare i lavoratori sui rischi cui sono esposti durante l’uso delle attrezzature di lavoro, sulle attrezzature di lavoro presenti nell’ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature’ (art. 73, comma 2, D.Lgs. 81/2008). Fonte: Libro “salute e sicurezza nelle imprese artigiane e nelle PMI”

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Difficoltà per le PMI

Dai dati raccolti dall’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro emerge che i dipendenti delle imprese più piccole sono soggetti a maggiori rischi rispetto ai dipendenti delle imprese più grandi, e che le imprese più piccole hanno più difficoltà a controllare i rischi. Diversi studi, inclusa l’indagine europea di EU-OSHA sulle imprese e i nuovi ed emergenti rischi (ESENER), mostrano che le difficoltà nella gestione della SSL sono particolarmente rilevanti quanto più è ridotta la dimensione dell’impresa. – Difficoltà di regolamentazione, considerato che sono tipicamente eterogenei, geograficamente sparsi, e privi di rappresentazione coesa.

I limiti di bilancio comportano spesso una mancanza di risorse per porre in essere iniziative ed interventi per la sicurezza e la salute come ad esempio consulenze per la salute e la sicurezza, informazioni, strumenti e controlli a pagamento. -Meno risorse ostacolano l’attuazione delle attività di prevenzione. -Sono disponibili meno tempo ed energie per attività non fondamentali, e la gestione della sicurezza e della salute vengono spesso percepite come tali. Condizioni ottimali di SSL non sono considerate una priorità. – La valutazione dei rischi può essere costosa e difficile da completare, in particolare modo se l’impresa non dispone del know-how in materia di SSL per effettuarla efficacemente. -Raggiungere le micro e le piccole imprese direttamente può essere difficoltoso per le organizzazioni che promuovono o attuano una corretta sicurezza e salute nel luogo di lavoro.

Fonte: osha.europa.eu

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I giovani e la SSL

Le statistiche indicano che le persone di età compresa fra i 18 e i 24 anni rischiano maggiormente rispetto agli altri adulti di subire un infortuno grave sul lavoro. Essi possono essere esposti a cattive condizioni di lavoro che comportano lo sviluppo di malattie professionali quando sono ancora giovani o successivamente. Avendo poca familiarità con il luogo di lavoro, i giovani non possiedono esperienza e spesso sono ancora immaturi, dal punto di vista sia fisico sia psicologico, oltre a non prendere sufficientemente sul serio i rischi che affrontano. Tra gli altri fattori che espongono i giovani a rischi maggiori si annoverano: -competenze e conoscenze insufficienti; -il fatto di non conoscere i propri diritti né gli obblighi dei loro datori di lavoro; -non avere il coraggio di parlare con qualcuno; -il mancato riconoscimento, da parte dei datori di lavoro, della tutela supplementare che occorre garantire ai giovani lavoratori.

Fonte: osha.europa.eu

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