Fotografia Poletti

Regioni e Ministero: serve un protocollo di collaborazione

Si è concluso pochi giorni fa l’incontro tra il ministro del lavoro Giuliano Poletti e la Conferenza delle Regioni, un confronto nel quale si è  affermata la necessità di creare un protocollo di collaborazione per migliorare gli standard di sicurezza sul lavoro e ridurre il rischio degli incidenti sul lavoro.

Le Regioni hanno sottolineato in particolare la necessità di agire su due versanti: rafforzare al massimo l’attività di prevenzione, quindi formazione, informazione, investimenti sulle tecnologia, coinvolgendo le parti sociali, e dall’altro dar luogo ad “un potenziamento dei controlli lavorando sulla banche dati e con un’intesa con le Regioni per un maggior coordinamento ed più efficacia.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha proposto di realizzare, entro la fine dell’anno, un nuovo protocollo tra Governo, Regioni e tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza sul lavoro “perché si tratta di una battaglia di civiltà e si deve fare di più. Dobbiamo ridurre il rischio di infortuni sul lavoro se non peggio, quando avvengono troppe tragedie” ha riportato nella intervista realizzata a margine dell’incontro.

Anche il ministro Poletti ha affermato che” è necessario fare sempre di più perché per quanto si faccia, non è mai sufficiente.”  La prossima azione sarà dunque quella di creare una sede di coordinamento e condivisione in vista della definizione di un accordo.

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Spezia: ancora morti sul lavoro

Un altro grave incidente sul lavoro dopo quelli avvenuti nei giorni scorsi alla Fincantieri di Monfalcone e alle Acciaierie Venete di Padova.

Questo pomeriggio nei cantieri del Muggiano presso i cantieri del gruppo Antonini, nello spezzino due operai sono morti poco prima delle 16 mentre stavano lavorando. La conferma dell’accaduto arriva dai carabinieri, intervenuti sul posto insieme agli ispettori dell’Asl5 e ai vigili del fuoco.

La dinamica è in via di accertamento, ma dalle prime informazioni pare che i due siano stati schiacciati da una lastra metallica.

Il cantiere realizza piattaforme offshore per l’estrazione di idrocarburi e chiatte.

Ancora una volta si evidenzia l’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione. Ma anche delle misure necessarie per garantire l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori.

In attesa della definizione del protocollo di coordinazione tra Regioni e Ministero sulla sicurezza sul lavoro, annunciato dall’incontro di pochi giorni fa tra il ministro Poletti e le Regioni,  ribadiamo quanto sia necessario continuare a lavorare affinché si raggiunga un livello di formazione e prevenzione necessario al mantenimento di ambienti di lavoro sani e sicuri. 

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Impianti GPL: modifiche al DPR 340/2003

Il Ministero dell’Interno ha approvato la modifica all’allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340 in materia di sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione.


Perché è stato necessario questo provvedimento?

Il provvedimento si è reso necessario per poter aggiornare ed integrare, in relazione ad alcune innovazioni tecnologiche intervenute ed alle conseguenti modifiche della normativa di riferimento, la vigente normativa in materia di sicurezza antincendio degli impianti di distribuzione stradale di gas di petrolio liquefatto per autotrazione, con riferimento al rifornimento dei veicoli provvisti di un sistema di riscaldamento, alimentato a GPL, conforme al decreto del Ministro dei trasporti del 13 maggio 2002.


Quali sono le modifiche effettuate?

Il DM 20/4/2018 inserisce un nuovo punto, il punto 15.3 al Titolo II del DPR 340/2003.

Il punto ammette:

  • il rifornimento dei serbatoi inamovibili di GPL conformi insieme ai relativi accessori al regolamento UNECE 67, installati per l’alimentazione dei sistemi diversi dalla propulsione dei veicoli conformi al regolamento UNECE 122;
  • il rifornimento dei serbatoi inamovibili di GPL conformi insieme ai relativi accessori al regolamento UNECE 67 installati per l’alimentazione dei sistemi diversi dalla propulsione dei veicoli immessi in circolazione prima dell’entrata in vigore obbligatoria del regolamento UNECE 122.

Per visionare il decreto in versione integrale clicca qui.

Nuovo Regolamento Privacy

Nuovo regolamento Privacy – In onda lo spot del Garante protezione dati

E’ in onda in questi giorni sui canali radio e TV della Rai lo spot sul nuovo Regolamento europeo intitolato “La protezione dei dati è un diritto di libertà”.

Il video,  realizzato “in house” dal Garante per la privacy e trasmesso negli spazi radiotelevisivi dedicati alla comunicazione istituzionale, intende presentare al grande pubblico le principali novità introdotte dalla nuova normativa europea in materia di protezione dei dati personali.

Lo spot, diffuso nell’imminenza dalla definitiva entrata in vigore del Regolamento il prossimo 25 maggio 2018, è disponibile anche sul sito web www.garanteprivacy.it e sui profili social del Garante su Linkedin, Instagram, Google+ e YouTube.

Inoltre è  stata attivata una pagina dedicata all’informazione sul Regolamento UE/2016/679 dove sono disponibili anche una guida per l’applicazione del Regolamento e vari documenti utili, come le Linee guida che il Garante ha contribuito a definire in sinergia con le altre Autorità privacy europee per facilitare la comprensione e l’applicazione del nuovo quadro normativo.

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Radioprotezione: malattie professionali nei tecnologi radiologi

Pubblicato uno studio che ha esaminato l’incidenza di mortalità del cancro per i tecnologi radiologici statunitensi che eseguono procedure di medicina nucleare.

In effetti i tecnologi radiologici sono esposti a dosi di radiazioni più elevate rispetto alla maggior parte delle altre professioni: lo scopo dello studio è stato quello di stimare il rischio di cancro in relazione alla storia lavorativa, alle procedure eseguite e alle pratiche di radioprotezione.

Il campione analizzato è di 72.755 tecnologi radiologi che hanno completato un questionario tra 2003 e 2005 e  che sono stati seguiti per monitorare la mortalità per cancro fino al 31 dicembre 2012. Nell’analisi sono stati usati modelli multivariabili per stimare l’incidenza e la mortalità totale del cancro in base alle diverse procedure di medicina nucleare eseguite, alla frequenza di esecuzione di procedure diagnostiche o terapeutiche e all’esistenza di specifiche misure di protezione dalle radiazioni durante un decennio.

Durante il periodo di follow-up (media = 7,5 anni), sono stati segnalati 960 tumori incidenti e 425 decessi per cancro tra i 22.360 tecnici che hanno lavorato con procedure di medicina nucleare. 

Non è stato osservato un aumento del rischio di incidenza del cancro (HR 0,96, IC 95% 0,89-1,04) o morte (HR 1,05, IC 95% 0,93-1,19) tra i lavoratori che hanno mai eseguito procedure di medicina nucleare.

E’ possibile visionare il documento della ricerca in versione integrale cliccando qui.

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