La movimentazione manuale dei carichi (MMC) rappresenta una delle principali fonti di rischio nei cantieri edili, con conseguenze che vanno dal semplice affaticamento muscolare fino ai disturbi muscolo-scheletrici gravi, in particolare a carico della colonna dorso-lombare. Il riferimento normativo principale è il Titolo VI del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, e in particolare l’Allegato XXXIII, che impone al datore di lavoro l’obbligo di eliminare o ridurre il rischio da movimentazione attraverso misure organizzative, tecniche, dispositivi meccanici, formazione e sorveglianza sanitaria.
Una logistica integrata per una MMC sicura
Un’efficace prevenzione del rischio da movimentazione parte già in fase di progettazione del cantiere. È essenziale che committente, progettisti, direttore dei lavori e impresa esecutrice collaborino sin dall’inizio per definire un’organizzazione logistica ottimale. Questo approccio consente di ridurre drasticamente la necessità di sollevamento manuale di carichi pesanti e, di conseguenza, le probabilità di infortunio o malattia professionale.
Tra le misure organizzative più efficaci rientrano la definizione delle vie di transito, delle aree di stoccaggio, il coordinamento tra le varie fasi lavorative e l’individuazione puntuale dei mezzi ausiliari da utilizzare per ogni tipo di carico. Una logistica chiara evita improvvisazioni e consente di rispettare pienamente i requisiti di sicurezza.
Attrezzature meccaniche e misure tecniche
La movimentazione manuale dovrebbe essere sempre sostituita, ove possibile, dall’utilizzo di mezzi meccanici. In cantiere devono essere sempre disponibili strumenti come transpallet, carrelli elevatori, gru, montacarichi e sollevatori, adeguati al tipo di materiale e alla fase lavorativa.
È altrettanto importante garantire la presenza di vie d’accesso libere, senza ostacoli e sufficientemente ampie per il passaggio di elementi voluminosi o ingombranti. Anche le aperture nei muri o nei solai devono essere dimensionate correttamente, per consentire il trasporto dei materiali senza manovre rischiose o sforzi eccessivi.
Ergonomia e buona pratica operativa
Il datore di lavoro deve valutare attentamente tutti i fattori di rischio connessi alla MMC: peso del carico, forma, maneggevolezza, distanza da percorrere, dislivelli, frequenza dell’operazione e caratteristiche dell’ambiente (illuminazione, temperatura, pavimentazione, ingombri).
Le buone pratiche prevedono la scomposizione dei carichi in unità più leggere, la movimentazione a due operatori ove necessario, l’uso di guanti antiscivolo, l’impiego di attrezzature ergonomiche e l’adozione di posture corrette (es. schiena dritta e gambe flesse). Le vie di passaggio devono essere sempre libere da buche, ostacoli e dislivelli per prevenire inciampi e cadute.
Formazione specifica e sorveglianza sanitaria
Uno degli obblighi chiave del datore di lavoro è la formazione dei lavoratori sui rischi legati alla movimentazione e sulle corrette tecniche per affrontarla. Tale formazione deve essere periodica, aggiornata, e corredata da esercitazioni pratiche e da valutazioni delle competenze acquisite.
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a rischio MMC. Prevede visite mediche preventive, periodiche e straordinarie, effettuate dal medico competente in base alla valutazione dei rischi aziendali. Gli esiti della sorveglianza sanitaria possono anche guidare l’adozione di misure individuali, come limitazioni temporanee o cambi di mansione.
Vantaggi per imprese e lavoratori
Un’organizzazione efficace della movimentazione manuale porta benefici concreti su più fronti. Per le imprese significa ridurre i giorni di assenza per malattia, abbattere i costi diretti e indiretti derivanti da infortuni e patologie, migliorare la produttività e rafforzare l’immagine aziendale. Per i lavoratori si traduce in una maggiore sicurezza, minore affaticamento, migliori condizioni operative e, di conseguenza, maggiore soddisfazione professionale.
L’investimento nella prevenzione del sovraccarico biomeccanico non è solo un dovere normativo, ma una scelta strategica per rendere i cantieri più sicuri, efficienti e umani.


