L’invecchiamento della popolazione e il progresso medico-scientifico hanno aumentato la presenza di persone con malattie croniche o sottoposte a trapianto nel mondo del lavoro. Questo fenomeno, rilevato da importanti fonti internazionali, impone una riflessione profonda sulle condizioni per un reinserimento efficace e sostenibile, in linea con i principi della sicurezza e della promozione della salute nei luoghi di lavoro.
Un recente saggio, pubblicato nella rivista Diritto della sicurezza sul lavoro, affronta il tema alla luce del DLgs 62/2024. L’autrice, Claudia Carchio, svolge una disamina delle categorie coinvolte, evidenziando le principali criticità che incontrano nel rientro o nella permanenza al lavoro dopo malattia o trapianto. In assenza di uno statuto protettivo dedicato, il saggio propone di estendere a queste persone le garanzie previste per le persone con disabilità, secondo la definizione biopsicosociale ormai integrata nel diritto internazionale e nazionale.
Promozione della salute e adattamento del posto di lavoro
Il lavoro sostenibile per chi convive con una malattia cronica passa attraverso un equilibrio tra salute e opportunità professionale. Garantire un ambiente che promuova la salute non significa solo prevenire i rischi, ma anche progettare soluzioni operative che tutelino le condizioni personali e favoriscano la continuità lavorativa. Strategie come gli “accomodamenti ragionevoli” assumono qui un significato centrale: modifiche ergonomiche, organizzative e procedurali che rendono possibile il reinserimento in sicurezza e con dignità.
Valutazione dei rischi e responsabilità del datore di lavoro
La valutazione dei rischi aziendali deve essere inclusiva e flessibile per considerare le specificità della persona, e non limitarsi a misure standard. Il saggio mette in luce come sia necessario ridefinire la responsabilità datoriale, estendendo l’obbligo di protezione anche a chi necessita di condizioni particolari per svolgere le proprie mansioni. Questo approccio richiede una cultura della prevenzione che tenga conto della variabilità del capitale umano presente in azienda.
Equilibrio tra salute, opportunità e sicurezza
Per le imprese, queste riflessioni costituiscono un input concreto a sviluppare politiche interne di valorizzazione del personale con malattie croniche o trapiantato. Di pari passo, per i lavoratori, un processo di reinserimento attento alle loro esigenze rappresenta non solo tutela della salute, ma anche riconoscimento del loro valore professionale.
Affrontare in maniera strutturata queste realtà significa favorire l’inclusione sociale, promuovere ambienti di lavoro più resilienti e contribuire a una cultura aziendale centrata sulla persona.


