Crescita degli infortuni nel settore dei servizi: focus sul fenomeno in itinere

Crescita degli infortuni nel settore dei servizi: focus sul fenomeno in itinere

Il settore dei servizi alle imprese, che impiega circa un milione e mezzo di lavoratori, per la maggior parte occupati in micro imprese (92,7 %), ha registrato nel 2024 un aumento significativo delle denunce per infortunio e malattia professionale. Secondo i dati INAIL, le denunce per infortunio sono passate da 24.225 del 2020 a 29.824 del 2024, con un incremento del 23,1 % in quattro anni e un +3,6% rispetto al 2023. La crescita riguarda sia gli incidenti avvenuti in occasione di lavoro (+16,1 %) sia, in maniera ancora più marcata, quelli in itinere (+51,2 %). Nel periodo 2020-2024, gli infortuni in itinere hanno rappresentato in media il 23,1 % del totale delle denunce nel settore.

Distribuzione territoriale e caratteristiche demografiche

L’analisi territoriale mostra una concentrazione prevalente degli infortuni nel Nord-Ovest (32,0 %), seguito dal Nord-Est (27,4 %), dal Centro (23,9 %), dal Sud (11,0 %) e dalle Isole (5,7 %). Le regioni con i valori più elevati sono Lombardia (20,2 %), Emilia-Romagna (12,9 %), Lazio (11,7 %), Veneto (9,9 %), Toscana (9,0 %) e Piemonte (8,0 %). Dal punto di vista demografico, i lavoratori uomini denunciano il 58,7 % degli infortuni, le donne il 41,3 %, con un’età media rispettivamente di 43 e 46 anni. Le cause principali degli infortuni, rilevate nel triennio 2022-2024, sono i movimenti del corpo sotto sforzo fisico (25,8 %), le cadute e gli scivolamenti (22,6 %), i movimenti senza sforzo fisico (19,1 %) e la perdita di controllo di macchine o attrezzature (18,2 %). Seguono rotture o cadute di materiali (6,8 %) e aggressioni o atti di violenza (5,4 %).

Morti sul lavoro e malattie professionali

Nel quinquennio 2020-2024 sono stati denunciati complessivamente 367 decessi nel settore dei servizi alle imprese. Di questi, il 73,3 % è avvenuto in occasione di lavoro e il 26,7 % in itinere. Nel 2024 i casi sono stati 70, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Parallelamente, le malattie professionali denunciate hanno registrato un incremento del 122,4 %, passando da 1.227 del 2020 a 2.729 del 2024. Le patologie più diffuse riguardano il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo (78,0 %), con particolare incidenza di dorsopatie e disturbi dei tessuti molli. Seguono le malattie del sistema nervoso (16,1 %) e quelle dell’orecchio (3,8 %). Le fasce di età più colpite sono 50-54 anni (28,3 %), 55-59 anni (26,1 %) e 45-49 anni (19,3 %). Dal punto di vista territoriale, il Centro registra il 44,4 % delle denunce, seguito dal Nord-Est (28,6 %), dal Nord-Ovest (12,7 %), dal Sud (8,5 %) e dalle Isole (5,8 %). Tra le regioni spicca la Toscana, con il 25,0 % delle denunce di malattia professionale.

Modelli di gestione e prevenzione

Per contrastare la crescita degli infortuni e delle malattie professionali, un ruolo centrale è attribuito ai Modelli di Organizzazione e Gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro (Mog-Ssl). L’INAIL promuove l’asseverazione di tali modelli come strumento utile a ridurre i rischi e migliorare la prevenzione. Le imprese che adottano il Mog-Ssl possono beneficiare di incentivi economici, come i finanziamenti dei bandi ISI o la riduzione dei premi assicurativi tramite il modello OT23. Nel settore delle costruzioni, inoltre, la patente a punti prevede crediti aggiuntivi per le imprese che adottano volontariamente questi modelli, premiando concretamente l’impegno nella gestione della sicurezza.

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