Nel sistema legislativo italiano gli impianti elettrici aziendali devono rispettare una serie di obblighi normativi volti a garantire la sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro.
Il DPR 462/2001 stabilisce le verifiche obbligatorie degli impianti di messa a terra, dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti elettrici in ambienti con pericolo di esplosione.
Il DLgs 81/2008 integra questi obblighi prevedendo che le strutture, gli impianti e le attrezzature siano protetti dai fulmini (articolo 84) e che tutti gli impianti elettrici e di protezione siano controllati periodicamente per verificarne stato di conservazione ed efficienza (articolo 86). Le norme CEI forniscono standard tecnici per progettazione, installazione, verifica e manutenzione.
Obblighi di progetto, denuncia e periodicità delle verifiche
Il datore di lavoro ha l’obbligo di progettare gli impianti conformi alle regole tecniche vigenti, inclusi la messa a terra e i sistemi di protezione contro i fulmini, sulla base di valutazioni del rischio. Se lo studio rileva che non vi è autoprotezione, è necessario denunciare ufficialmente l’impianto di protezione come previsto dal DPR 462/2001.
Le verifiche iniziali, periodiche e straordinarie devono essere eseguite da organismi abilitati. Per la messa a terra e le protezioni dai fulmini la periodicità delle verifiche può variare: in ambienti a maggior rischio o con attività soggette a controllo antincendio sono previste verifiche con cadenza più breve, mentre per altri impianti la periodicità può essere quinquennale. Le norme CEI EN 62305 si riferiscono specificamente ai criteri per la protezione contro le scariche atmosferiche, valutazione del rischio, progettazione e manutenzione.
Altri impianti soggetti ad obblighi: rilevazione fumi, antincendio, luci di emergenza
Impianti di rilevazione e allarme incendio sono richiesti laddove il rischio incendio possa comportare danni significativi, in conformità al Codice di prevenzione incendi. Essi devono essere progettati, installati e mantenuti in modo da garantire tempestiva rivelazione del principio di incendio e attivazione delle procedure di allarme. L’illuminazione di sicurezza e le luci di emergenza sono anch’esse obbligatorie lungo le vie di esodo, quando l’illuminazione ordinaria può risultare insufficiente. Devono rispettare norme tecniche che definiscono la potenza illuminante minima, l’autonomia in caso di blackout, la visibilità dei segnali, controlli e manutenzione periodica secondo standard specifici. In tutti questi casi il datore di lavoro deve assicurare adeguata documentazione e verifiche certificate.
Implicazioni per imprese e lavoratori: responsabilità, rischi e buone pratiche
Per le imprese queste norme comportano l’impegno finanziario e organizzativo di affidare la progettazione e le verifiche a professionisti abilitati, dotarsi della documentazione tecnica e mantenere una manutenzione continua e tracciabile. La mancata conformità può comportare sanzioni amministrative, responsabilità legali in caso di danni a persone o cose, nonché rischio per la sicurezza. Per i lavoratori significa poter operare in ambienti più sicuri, con minor probabilità di incidente elettrico, danni da fulmini o guasti impiantistici. Le opportunità, invece, si traducono in reputazione aziendale positiva, riduzione del rischio assicurativo e miglioramento della continuità operativa.


