L’industria cartaria, e in particolare il segmento “tissue”, è soggetta non solo al rischio incendio legato ai materiali impiegati, ma anche all’emissione di gas combusti e polveri pericolose.
Nel processo produttivo, le operazioni sulle carte generano polveri combustibili potenzialmente esplosive, mentre le caldaie e i forni utilizzati per l’essiccazione emettono gas quali monossido di carbonio (CO), biossido di carbonio (CO₂), ossidi di azoto (NOₓ), ossidi di zolfo (SOₓ), e in alcuni casi idrogeno solforato (H₂S). Particolare attenzione è rivolta alle “tine” e vasche di processo, da cui possono liberarsi idrogeno solforato, specie in condizioni stazionarie o nei periodi di inattività dell’impianto.
Effetti ambientali e sanitari dell’industria cartaria
Il monossido di carbonio agisce formando carbossiemoglobina, riducendo la capacità del sangue di trasportare ossigeno e provocando sintomi da ipossia. Il biossido di carbonio, se concentrato, compromette la ventilazione polmonare e può ostacolare lo scambio gassoso respiratorio.
Tra gli ossidi di azoto, il NO₂ è particolarmente insidioso per l’apparato respiratorio: provoca irritazioni, bronchospasmo, infiammazioni e, nel lungo termine, può causare alterazioni polmonari e maggiore vulnerabilità alle infezioni. L’idrogeno solforato, anche a basse concentrazioni, irrita occhi, gola e vie respiratorie; a livelli elevati può provocare anestesia olfattiva e avvelenamento rapido.
Le polveri di carta, se disperse nell’aria, rappresentano un rischio sia per la funzionalità respiratoria sia per l’esplosività: depositi superficiali e nubi possono attivare reazioni esplosive in presenza di inneschi elettromeccanici.
Strategie di prevenzione e controlli operativi
La prevenzione efficace richiede un approccio integrato. Innanzitutto è essenziale caratterizzare le polveri combustibili e identificare le sorgenti di emissione: sia le nubi sospese nell’aria, sia i depositi superficiali devono essere valutati con metodi tecnici per una classificazione ATEX. Il controllo delle emissioni di gas richiede l’adozione di sistemi di aspirazione locale, cappe efficienti e sistemi di abbattimento (filtrazione, scrubber, biofiltri).
È fondamentale mantenere un elevato ricambio d’aria, progettare le aperture e la disposizione dei locali in modo da favorire la dispersione dei gas, e controllare attentamente le condizioni delle apparecchiature di combustione. Nei sistemi di aspirazione e filtrazione, occorre evitare depositi di polvere residuale, ispezionare e pulire regolarmente i filtri e le superfici interne, garantendo che la polvere non venga risospesa e trasformata in nube esplosiva.
Infine, il DVR deve integrare queste fonti, definire piani periodici di manutenzione, monitoraggio ambientale e formare il personale sull’uso dei dispositivi di protezione appropriati e sulle procedure di emergenza.


