Nel settore sanitario, i lavoratori sono esposti con frequenza a rischi biologici legati a virus, batteri e altri agenti infettivi. Nonostante l’obbligo normativo di valutare tale rischio, manca un modello metodologico uniforme di riferimento, il che genera difformità nelle modalità di valutazione tra strutture. Le peculiarità del rischio biologico—organismi viventi soggetti a variabilità, interazioni ospite-agente e assenza di relazioni dose-effetto certe—rendono difficile standardizzare un approccio unico.
Un documento redatto dall’INAIL ha introdotto la procedura BIO-RITMO nella versione “Ospedali”, sviluppata e validata in alcune aziende sanitarie di Ferrara e Perugia. Questo modello nasce con l’intento di fornire uno strumento oggettivo, semplice da applicare e comparabile tra strutture, in grado di supportare la pianificazione delle azioni preventive in sanità.
Struttura del modello BIO-RITMO e modalità di applicazione
Il metodo BIO-RITMO si basa su una scheda di raccolta dati che riguarda: le attività svolte, le mansioni, la frequenza di contatto con fonti biologiche, le modalità di esposizione, l’organizzazione del lavoro e l’uso di dispositivi di protezione individuale. La metodologia applica una matrice R = P × D, dove P è la probabilità che si realizzi un evento dannoso, e D il danno potenziale connesso all’agente biologico in questione, valutato in base alla sua classe di pericolosità.
Nell’ambito ospedaliero, il modello è stato contestualizzato per reparti come degenze, ambulatori, laboratori e sale operatorie. Le strutture pilota hanno applicato il metodo in scenari reali, confrontando le valutazioni ottenute con quelle già presenti nei documenti aziendali, al fine di calibrare l’algoritmo e verificare la coerenza tra risultati.
A ogni risultato ottenuto viene assegnato un livello di rischio: accettabile, basso, medio, alto o inaccettabile. Sulla base della classe assegnata, si definiscono le misure tecniche, organizzative e procedurali da mettere in campo, con priorità di intervento e tempi di attuazione.
Impatti operativi e prospettive per gli operatori
L’adozione del modello BIO-RITMO consente alle strutture sanitarie di ottenere valutazioni omogenee, migliorando la comparabilità dei dati tra reparti e aziende. Fornisce una base neutra e strutturata per identificare le criticità, stabilire priorità e pianificare gli interventi.
Per il datore di lavoro e i responsabili della prevenzione, l’uso di BIO-RITMO rafforza la qualità documentale del DVR, allineando la valutazione del rischio biologico a criteri riconosciuti. Nelle procedure ispettive o in caso di contenzioso può servire come riferimento tecnico per dimostrare l’adozione di metodologie avanzate.
Tuttavia, serve formazione adeguata per i soggetti coinvolti e revisione continua del modello per sfruttarne a pieno il potenziale. In prospettiva, la metodologia potrà essere estesa ad altri ambiti sanitari o socio-assistenziali, superando le barriere attuali ed evolvendo verso versioni integrate che includano scenari emergenti, varianti, agenti nuovi o tecnologie diagnostiche interattive.


