Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il parere n. 3687 del 2 ottobre 2025, ha chiarito l’incompatibilità tra il ruolo di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE) e quello di collaudatore statico della stessa opera.
Il CSE, infatti, è responsabile della vigilanza tecnica e del controllo sul rispetto delle norme di sicurezza durante i lavori, mentre il collaudatore statico deve garantire la verifica finale dell’opera in modo imparziale e indipendente. L’assunzione dei due incarichi da parte della stessa persona determinerebbe un evidente conflitto di interessi, compromettendo l’autonomia del giudizio tecnico e la trasparenza del processo di verifica.
Norme e principi di riferimento di incopatibilità
Il principio di incompatibilità tra funzioni di controllo e collaudo si fonda su disposizioni di lungo corso, ribadite anche dal nuovo Codice dei contratti pubblici. L’articolo 116, comma 6, lettera d), vieta che chi ha svolto attività di direzione, verifica o vigilanza nell’esecuzione di un’opera possa successivamente ricoprire l’incarico di collaudatore statico. Lo stesso orientamento era già espresso dalla legge n. 1086/1971, che impone la separazione tra chi partecipa all’esecuzione e chi ne certifica la conformità finale. Tali norme tutelano la correttezza amministrativa, la neutralità tecnica e la sicurezza delle opere pubbliche e private, prevenendo qualunque forma di condizionamento o autoverifica.
Effetti per stazioni appaltanti e professionisti
Le stazioni appaltanti devono assicurare che la nomina del CSE e quella del collaudatore statico siano affidate a soggetti diversi, con incarichi distinti e privi di sovrapposizioni operative. Anche quando il CSE non ha partecipato direttamente alla progettazione, il suo coinvolgimento nella fase esecutiva comporta una posizione di controllo incompatibile con la successiva attività di collaudo. Le amministrazioni devono quindi verificare preventivamente le condizioni di incompatibilità e formalizzare la separazione dei ruoli nei contratti e nei capitolati tecnici. I professionisti, dal canto loro, devono evitare di accettare incarichi che possano generare conflitti di interesse, tutelando la propria posizione e quella della committenza.
Prevenzione del conflitto e garanzia di imparzialità
La separazione dei ruoli tra CSE e collaudatore statico è una garanzia per la sicurezza strutturale e per la credibilità dell’intero processo di realizzazione dell’opera. L’imparzialità del collaudo è infatti elemento essenziale per la validità dell’attestazione finale e per la responsabilità che ne deriva. Inserire clausole di incompatibilità nei bandi, verificare la trasparenza degli incarichi e documentare le funzioni assegnate rappresentano strumenti concreti per evitare contenziosi e consolidare la fiducia nei controlli tecnici. La chiarezza dei ruoli e la corretta applicazione delle norme rafforzano la sicurezza dei cantieri e la qualità del costruito.


