Sicurezza nelle PMI: il ruolo del RLST e della formazione

Sicurezza nelle PMI: il ruolo del RLST e della formazione

La sicurezza nelle PMI e nelle imprese artigiane richiede un’applicazione attenta e consapevole del Dlgs 81/2008. Sebbene il testo unico stabilisca obblighi universali in materia di salute e sicurezza, la loro implementazione nelle realtà produttive di piccole dimensioni presenta peculiarità specifiche che necessitano di strumenti dedicati. Una delle sfide principali riguarda l’adempimento degli obblighi di rappresentanza dei lavoratori.

L’articolo 47 del Dlgs 81/2008 impone infatti la presenza del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) in qualunque azienda che abbia personale dipendente, come figura chiave di consultazione e partecipazione. Tuttavia, la stessa normativa, riconoscendo la struttura organizzativa snella di molte realtà artigiane, offre una soluzione flessibile e alternativa per le imprese che hanno meno di 15 dipendenti. Queste aziende possono optare per un modello di rappresentanza esterno all’unità produttiva, aderendo a sistemi territoriali e individuando il rappresentante nell’ambito di competenza.

Il ruolo del RLST per la sicurezza nelle PMI

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) è la figura prevista dal legislatore per rispondere in modo efficace alle esigenze delle piccole imprese. Questo modello di rappresentanza è spesso considerato il più adeguato alla realtà delle PMI, in quanto consente al datore di lavoro di adempiere all’obbligo di nomina senza dover individuare un RLS all’interno dell’azienda, dove la formazione o la disponibilità dei lavoratori potrebbero essere complesse da gestire.

È importante sottolineare che l’RLST è a tutti gli effetti il rappresentante dei lavoratori per le aziende che lo nominano. L’unica differenza risiede nel fatto che non è un dipendente diretto dell’impresa. Mantiene, infatti, le medesime prerogative e tutele del RLS aziendale: egli ha il diritto di accedere ai luoghi di lavoro nel rispetto delle modalità e dei termini di preavviso stabiliti dagli accordi collettivi, termine che non opera in caso di infortunio grave. Analogamente, l’RLST è tenuto al pieno rispetto del segreto industriale e delle disposizioni in materia di privacy riguardo alle informazioni consultate, in particolare quelle contenute nel documento di valutazione dei rischi.

Formazione, informazione e addestramento: le differenze

Un altro aspetto fondamentale del Dlgs 81/2008, cruciale per l’efficacia della sicurezza nelle PMI, è la corretta distinzione tra i processi di informazione, formazione e addestramento, spesso confusi tra loro. Il legislatore, negli articoli 36 e 37, ne definisce con precisione ambiti e finalità.

L’informazione (art. 36) è il complesso di attività finalizzate a fornire conoscenze utili per identificare e ridurre i rischi. Include nozioni sui rischi generali dell’impresa, sulle procedure di emergenza e primo soccorso, sui nominativi degli addetti alla sicurezza e sui pericoli specifici della mansione. Il contenuto deve essere facilmente comprensibile, prevedendo una verifica della comprensione della lingua per i lavoratori immigrati.

La formazione (art. 37) è invece un processo educativo più approfondito, volto a modificare i comportamenti e a trasferire concetti complessi come la prevenzione, la protezione, l’organizzazione aziendale della sicurezza e i diritti e doveri dei vari soggetti.

Infine, l’addestramento è l’attività eminentemente pratica, svolta “sul campo” da una persona esperta e sul luogo di lavoro, finalizzata a rendere il lavoratore abile nell’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti o dispositivi di protezione individuale.

Sia la formazione che l’addestramento specifico sono obbligatori alla costituzione del rapporto di lavoro, al cambio mansione e all’introduzione di nuove tecnologie o sostanze pericolose. La durata e i contenuti minimi di questi percorsi sono definiti dagli accordi stato regioni del 21 dicembre 2011. Realtà come UNASF, promuovono attivamente la chiarezza di questi percorsi, essenziali per costruire una cultura della prevenzione radicata nel tessuto delle piccole imprese.

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