La strategia nazionale sicurezza lavoro 2026-2030 si inserisce nel quadro normativo delineato dal Dlgs 81/08 e dalle politiche europee in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Il documento programmatico rappresenta uno strumento di indirizzo per il periodo 2026-2030 e si fonda sul coordinamento tra istituzioni centrali e territoriali, enti di vigilanza e sistema della bilateralità.
La strategia richiama espressamente i principi di prevenzione primaria, valutazione dei rischi e miglioramento continuo delle condizioni di lavoro, già previsti dal quadro legislativo vigente, rafforzandone l’attuazione attraverso una pianificazione pluriennale e obiettivi misurabili, coerenti con le linee guida dell’Unione europea.
Strategia nazionale sicurezza lavoro e assi di intervento
La strategia nazionale sicurezza lavoro definisce una serie di assi prioritari che orientano le politiche pubbliche in materia di prevenzione. Al centro vi è il potenziamento della cultura della sicurezza, da realizzare attraverso formazione mirata, informazione continua e valorizzazione delle competenze di datori di lavoro, lavoratori e figure della prevenzione.
Un secondo asse riguarda il rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo, con un approccio maggiormente orientato alla prevenzione e alla qualità degli interventi, anche mediante l’uso di dati e indicatori condivisi.
Particolare attenzione è dedicata ai settori a maggiore rischio infortunistico, come edilizia, agricoltura e logistica, nonché ai rischi emergenti legati all’innovazione tecnologica, all’invecchiamento della forza lavoro e alle nuove modalità organizzative. La strategia promuove inoltre l’integrazione tra politiche di salute e sicurezza e politiche del lavoro, favorendo una visione sistemica che tenga conto delle trasformazioni del mercato e dei modelli produttivi.
Impatto operativo per imprese e lavoratori
L’impatto operativo della strategia nazionale sicurezza lavoro per imprese e lavoratori si traduce in una maggiore attenzione alla pianificazione degli interventi di prevenzione e alla qualità dei sistemi aziendali di gestione della sicurezza.
Per le imprese, ciò comporta l’opportunità di accedere a strumenti di supporto, buone pratiche e percorsi formativi più strutturati, ma anche la necessità di adeguare i propri modelli organizzativi a standard sempre più orientati alla prevenzione sostanziale. Per i lavoratori, la strategia rafforza il ruolo attivo nella gestione della sicurezza, valorizzando la partecipazione, la consapevolezza dei rischi e il diritto a un ambiente di lavoro sano e sicuro.
Nel complesso, l’attuazione della strategia punta a ridurre in modo stabile il numero di infortuni e malattie professionali, favorendo al contempo competitività, sostenibilità e qualità del lavoro, in un’ottica di responsabilità condivisa tra tutti gli attori del sistema produttivo.


