L’inquinamento elettromagnetico rappresenta l’alterazione del fondo elettromagnetico naturale causata da sorgenti artificiali che emettono onde elettromagnetiche nel corso delle attività industriali e di comunicazione. Questo fenomeno è comunemente definito elettrosmog e interessa la presenza di campi elettrici e magnetici generati da impianti, apparati radio‑elettrici e sistemi di trasmissione dati che caratterizzano i moderni luoghi di lavoro.
Nel contesto della normativa italiana per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, la valutazione e gestione dei rischi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici è disciplinata nell’ambito delle disposizioni previste dal Dlgs 81/08 e successive modifiche, con specifico riferimento alla protezione dai rischi da agenti fisici, inclusi i campi elettromagnetici nell’ambiente lavorativo.
Normativa su inquinamento elettromagnetico nei luoghi di lavoro
La normativa vigente prevede che l’inquinamento elettromagnetico sia gestito attraverso un processo di valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro, secondo quanto stabilito dal Titolo VIII, Capo IV del Dlgs 81/08. Questo quadro normativo definisce le obbligatorie fasi di identificazione delle sorgenti di emissione, misurazione o calcolo dei livelli di esposizione e analisi dei potenziali effetti sulla salute dei lavoratori.
L’obiettivo è garantire che l’esposizione ai campi elettromagnetici non superi i valori limite di esposizione e i valori di azione fissati dalle norme tecniche di riferimento, in modo da tutelare i lavoratori dagli effetti nocivi diretti e indiretti noti. In aggiunta, la normativa recepisce a livello nazionale le direttive europee in materia, che richiedono misure volte a limitare l’esposizione a questi agenti fisici e prevedono l’aggiornamento periodico della valutazione in relazione all’evoluzione delle tecnologie e delle condizioni operative nei luoghi di lavoro.
Gestione del rischio elettromagnetico nei luoghi di lavoro
La gestione pratica dell’inquinamento elettromagnetico richiede alle imprese di integrare la valutazione dei rischi nel proprio documento di valutazione dei rischi (DVR) con riferimento specifico ai campi elettromagnetici. Il datore di lavoro deve innanzitutto identificare tutte le sorgenti potenzialmente significative per l’esposizione dei lavoratori, quali apparecchiature elettriche, impianti di trasmissione, linee di distribuzione e dispositivi che generano campi a diverse frequenze.
Sulla base di questa analisi, è necessario misurare o calcolare i livelli di esposizione e confrontarli con i valori limite e i valori di azione previsti, definendo le misure di prevenzione e protezione adeguate per ridurre l’esposizione al minimo ragionevolmente ottenibile. Tali misure possono includere la zonizzazione delle aree di lavoro, la modifica del layout dei macchinari, l’utilizzo di barriere tecniche e l’adozione di procedure operative che limitano i tempi di esposizione dei lavoratori. Inoltre, è essenziale garantire informazione e formazione specifica ai lavoratori esposti, in modo da aumentare la consapevolezza sui rischi e sulle corrette misure di prevenzione.
Implicazioni operative per imprese e lavoratori
Per le imprese, l’adozione di un sistema di gestione dei rischi derivanti dall’inquinamento elettromagnetico comporta vantaggi significativi in termini di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Un’efficace valutazione e controllo dell’esposizione ai campi elettromagnetici non solo garantisce il rispetto degli obblighi normativi, ma contribuisce anche a ridurre potenziali cause di malessere o interferenze con apparecchiature sensibili, migliorando l’efficienza produttiva.
I lavoratori, da parte loro, beneficiano di ambienti di lavoro più sicuri, con un’adeguata sorveglianza sanitaria nei casi in cui l’esposizione risulti significativa. Le imprese sono chiamate ad aggiornare periodicamente la valutazione dei rischi, intervenire prontamente in caso di modifiche ai processi produttivi o alle attrezzature e assicurare che la comunicazione interna sia chiara e costante riguardo alle misure di protezione adottate.
La capacità di integrare efficacemente queste pratiche nel sistema di gestione della sicurezza rappresenta un valore aggiunto per il miglioramento continuo delle condizioni lavorative.


