Gli obblighi di sicurezza legati all’uso delle macchine movimento terra trovano fondamento nel Dlgs 81/08, in particolare negli articoli 70, 71 e 73, che impongono al datore di lavoro di mettere a disposizione attrezzature conformi ai requisiti di sicurezza, correttamente mantenute e utilizzate da personale formato.
In questo contesto, la stabilità degli escavatori cingolati rappresenta un elemento centrale della prevenzione degli infortuni gravi e mortali. La prova di contropressione, prevista dai criteri tecnici di riferimento per queste macchine, è finalizzata a verificare il corretto funzionamento dei sistemi idraulici che contribuiscono alla stabilità del mezzo durante le manovre operative, in particolare in condizioni di lavoro dinamiche o su terreni irregolari.
La prova di contropressione come requisito di sicurezza operativa
La prova di contropressione consiste nella verifica della capacità dell’impianto idraulico di mantenere un adeguato equilibrio delle pressioni durante i movimenti del braccio e della torretta. Questa verifica è determinante per prevenire fenomeni di perdita di stabilità, soprattutto nelle fasi di rotazione, sollevamento del carico e traslazione.
La mancata esecuzione o l’esito negativo della prova indicano un rischio concreto di ribaltamento, aggravato dall’utilizzo itinerante delle macchine in contesti diversi, come cantieri temporanei o mobili. La sicurezza dell’escavatore non può quindi essere valutata solo in base alla presenza di dispositivi di protezione, ma richiede controlli funzionali periodici che attestino l’effettiva affidabilità del sistema idraulico nel suo complesso.
Impatti pratici per imprese e lavoratori nei cantieri
Le conseguenze operative della mancata prova di contropressione ricadono direttamente su imprese e lavoratori. Per le imprese, l’utilizzo di macchine non verificate espone a responsabilità rilevanti in caso di infortunio, sia sul piano penale che su quello amministrativo, oltre a possibili sanzioni per violazione degli obblighi di manutenzione e controllo.
Per i lavoratori, il rischio è legato a eventi improvvisi e difficilmente governabili, come il ribaltamento del mezzo durante una manovra ordinaria.
Una gestione corretta della sicurezza impone quindi procedure chiare di verifica prima dell’utilizzo, registrazione degli esiti dei controlli e formazione specifica degli operatori sui limiti di impiego della macchina. La prevenzione passa anche dalla consapevolezza che la stabilità non è un dato statico, ma il risultato di condizioni tecniche che devono essere costantemente monitorate.


