Resilienza energetica e sicurezza aziendale secondo ISO 22366

Resilienza energetica e sicurezza aziendale secondo ISO 22366

La resilienza energetica rappresenta oggi un elemento strategico per la sicurezza e la continuità operativa delle organizzazioni, in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitiche, transizione energetica e crescente esposizione a eventi critici. La nuova norma ISO 22366:2026 si inserisce nel quadro delle politiche internazionali sulla sicurezza e resilienza, affiancando gli indirizzi europei e nazionali in materia di gestione del rischio, continuità operativa e protezione delle infrastrutture critiche.

Il riferimento è a un approccio integrato che coinvolge governance, pianificazione e valutazione dei rischi, in coerenza con i principi già presenti nella normativa italiana sulla salute e sicurezza sul lavoro e nei sistemi di gestione, senza introdurre obblighi cogenti ma fornendo linee guida operative a supporto delle imprese.

La resilienza energetica come elemento strutturale dei sistemi di gestione

La resilienza energetica viene definita dalla ISO 22366 come la capacità di un’organizzazione di anticipare, assorbire, adattarsi e recuperare da interruzioni o criticità legate all’approvvigionamento e all’uso dell’energia. La norma propone un percorso metodologico che parte dall’analisi delle dipendenze energetiche, prosegue con la valutazione degli impatti sul business e sulla sicurezza dei lavoratori e arriva alla definizione di misure organizzative, tecniche e procedurali. 

L’obiettivo è superare una visione emergenziale del rischio energetico, integrandolo stabilmente nei sistemi di gestione della sicurezza, della continuità operativa e della resilienza organizzativa. In questo senso, la norma valorizza il ruolo della pianificazione preventiva, della ridondanza delle fonti, del monitoraggio continuo e della capacità decisionale in situazioni di stress operativo.

Le ricadute operative per imprese e lavoratori

Le indicazioni della ISO 22366 hanno ricadute concrete per le imprese, in particolare per le PMI, che spesso risultano più esposte alle interruzioni energetiche e alle fluttuazioni dei costi. L’adozione di un approccio strutturato alla resilienza energetica consente di ridurre il rischio di fermo produttivo, migliorare la protezione dei lavoratori e rafforzare la sostenibilità complessiva dell’organizzazione. 

Per i lavoratori, la gestione consapevole del rischio energetico si traduce in ambienti di lavoro più sicuri, procedure chiare in caso di criticità e maggiore continuità delle attività. Per le imprese, si aprono opportunità di integrazione tra sicurezza sul lavoro, innovazione tecnologica e strategia aziendale, con un impatto positivo anche sul dialogo con stakeholder, clienti e istituzioni.

La resilienza energetica diventa così una leva competitiva e non solo un tema tecnico.

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