Infortuni sul lavoro e divari di genere tra lavoratori stranieri

Infortuni sul lavoro e divari di genere tra lavoratori stranieri

Gli infortuni sul lavoro costituiscono un indicatore centrale delle condizioni di salute e sicurezza nei contesti produttivi e assumono una rilevanza particolare quando l’analisi riguarda i lavoratori stranieri e la dimensione di genere. Il quadro normativo italiano, fondato sui principi del Dlgs 81/08, impone al datore di lavoro l’obbligo di garantire la tutela della salute di tutti i lavoratori, senza distinzioni di origine o sesso, attraverso una valutazione dei rischi completa e aggiornata. 

La legislazione richiede che la prevenzione tenga conto delle caratteristiche specifiche della forza lavoro, incluse le differenze biologiche, sociali e organizzative che possono incidere sull’esposizione ai rischi professionali. La sicurezza sul lavoro, in questo contesto, non può essere affrontata con criteri uniformi, ma deve basarsi su un’analisi approfondita delle condizioni reali di impiego.

Infortuni sul lavoro, settori produttivi e distribuzione del rischio

Gli infortuni sul lavoro che coinvolgono lavoratori stranieri mostrano una distribuzione del rischio fortemente legata ai settori di occupazione e alle mansioni svolte. La componente maschile risulta prevalentemente impiegata in attività caratterizzate da maggiore rischio infortunistico, come edilizia, industria e logistica, dove sono più frequenti eventi legati a cadute, urti e uso di attrezzature. 

La componente femminile, invece, è maggiormente presente in ambiti come servizi alla persona, assistenza e pulizie, settori in cui il rischio assume forme diverse, spesso meno immediate ma comunque rilevanti, come sovraccarichi muscoloscheletrici e infortuni legati a movimenti ripetitivi. La lettura dei dati evidenzia come il genere influenzi non solo la frequenza degli infortuni, ma anche la loro tipologia e gravità.

Infortuni sul lavoro e responsabilità organizzative delle imprese

Gli infortuni sul lavoro impongono alle imprese una riflessione concreta sulle modalità di organizzazione della prevenzione e della formazione. La valutazione dei rischi deve integrare in modo esplicito la dimensione di genere e le specificità dei lavoratori stranieri, considerando aspetti come la comprensione linguistica delle procedure di sicurezza e l’accesso effettivo alla formazione. 

La mancata personalizzazione delle misure preventive può tradursi in una maggiore esposizione al rischio e in un aumento degli eventi infortunistici. Per i lavoratori, una corretta informazione e una formazione realmente comprensibile rappresentano strumenti essenziali per la tutela della salute. Un approccio strutturato e inclusivo consente alle aziende di adempiere agli obblighi normativi e di migliorare concretamente i livelli di sicurezza.

Come possiamo aiutarti?