Il rischio biologico in ambiente sanitario è disciplinato dal Titolo X del Dlgs 81/2008, che regola l’esposizione ad agenti biologici nei luoghi di lavoro e definisce obblighi stringenti per il datore di lavoro in termini di valutazione dei rischi, misure di prevenzione e sorveglianza sanitaria. L’articolo 271 impone una valutazione specifica dell’esposizione, considerando natura, grado e durata del contatto con microrganismi potenzialmente patogeni. L’articolo 272 stabilisce l’obbligo di adottare misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate, mentre gli articoli 278 e 279 disciplinano rispettivamente informazione, formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti.
Il contesto sanitario presenta una complessità ulteriore, poiché l’attività quotidiana comporta il contatto diretto con pazienti, campioni biologici, rifiuti sanitari e superfici potenzialmente contaminate. La gestione del rischio non può quindi essere limitata a interventi generici, ma deve essere strutturata in protocolli operativi coerenti con le specificità delle strutture sanitarie, degli ambulatori e dei laboratori.
Rischio biologico in ambiente sanitario: valutazione e misure operative
Il rischio biologico in ambiente sanitario richiede una valutazione che tenga conto delle diverse modalità di trasmissione, come contatto diretto, via aerea o esposizione a liquidi biologici. La classificazione degli agenti biologici in gruppi di rischio, prevista dall’Allegato XLVI del Dlgs 81/2008, rappresenta il punto di partenza per individuare il livello di protezione necessario. Le misure di prevenzione devono includere procedure di sanificazione periodica, corretta gestione dei dispositivi medici, uso appropriato dei dispositivi di protezione individuale e sistemi di ventilazione adeguati.
L’organizzazione degli spazi assume un ruolo centrale, con percorsi separati per materiale pulito e contaminato e con aree dedicate alla vestizione e svestizione in sicurezza. L’informazione e la formazione continua del personale sono strumenti essenziali per garantire comportamenti corretti, soprattutto nelle fasi di manipolazione di campioni o durante interventi che possono generare aerosol. La prevenzione si fonda su un approccio integrato che combina soluzioni tecniche, procedure standardizzate e controllo costante delle condizioni operative.
Implicazioni organizzative e responsabilità delle strutture
Le strutture sanitarie sono chiamate a integrare il rischio biologico nella propria organizzazione aziendale, aggiornando il documento di valutazione dei rischi e coordinando le misure con il medico competente e il servizio di prevenzione e protezione. La sorveglianza sanitaria periodica consente di monitorare lo stato di salute dei lavoratori esposti e di attivare eventuali protocolli vaccinali o misure di profilassi.
La mancata applicazione delle prescrizioni normative può comportare responsabilità civili e penali, oltre a rilevanti danni reputazionali. Una gestione efficace del rischio biologico produce invece benefici tangibili, riducendo l’assenteismo, migliorando la qualità del servizio e rafforzando la fiducia di pazienti e operatori.


