La protezione respiratoria rappresenta uno degli ambiti più delicati della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il quadro normativo di riferimento è definito dal Dlgs 81/08 che, agli articoli 74 e seguenti, disciplina l’uso dei dispositivi di protezione individuale e impone al datore di lavoro l’obbligo di individuare, fornire e garantire l’utilizzo di DPI adeguati ai rischi presenti.
La protezione respiratoria si inserisce inoltre nel sistema di prevenzione delineato dagli articoli 15 e 28 del Dlgs 81/08, che impongono una valutazione globale dei rischi, inclusi quelli derivanti da agenti chimici, polveri, fumi, aerosol, gas e vapori pericolosi. Il legislatore prevede che la scelta dei dispositivi sia coerente con la natura dell’esposizione, con la concentrazione degli inquinanti e con la durata dell’attività, nel rispetto delle norme tecniche armonizzate e dei criteri di idoneità e conformità.
Protezione respiratoria tra innovazione tecnologica e gestione del rischio
La protezione respiratoria sta attraversando una fase di significativa evoluzione tecnica e organizzativa. Le nuove soluzioni non si limitano più ai tradizionali facciali filtranti, ma comprendono sistemi a ventilazione assistita, dispositivi con filtri intercambiabili ad alta efficienza e tecnologie progettate per garantire maggiore ergonomia e comfort durante l’uso prolungato. La corretta gestione del rischio respiratorio richiede oggi un approccio integrato che parte dall’analisi delle sostanze presenti nell’ambiente di lavoro, passa attraverso la misurazione dell’esposizione e si conclude con la scelta del dispositivo più idoneo.
La protezione respiratoria deve essere inserita in una strategia più ampia di prevenzione che privilegia, in primo luogo, le misure tecniche e organizzative quali l’aspirazione localizzata, la ventilazione degli ambienti e la sostituzione delle sostanze pericolose. Solo quando tali misure non risultano sufficienti, il DPI respiratorio diventa uno strumento indispensabile per ridurre il rischio residuo. La formazione e l’addestramento assumono un ruolo centrale, poiché l’efficacia del dispositivo dipende anche dalla corretta vestizione, dalla manutenzione e dalla verifica periodica dello stato di efficienza.
Impatti operativi per imprese e lavoratori nei diversi settori
Le implicazioni pratiche della nuova frontiera della protezione respiratoria sono rilevanti per numerosi comparti produttivi, dall’edilizia alla metalmeccanica, dall’industria chimica alla sanità. Le imprese sono chiamate a rivedere i propri documenti di valutazione dei rischi per verificare la coerenza tra esposizioni effettive e dispositivi adottati. L’aggiornamento tecnologico può comportare investimenti iniziali più elevati, ma consente una riduzione dei rischi di malattie professionali e delle conseguenti responsabilità civili e penali.
I lavoratori, dal canto loro, beneficiano di dispositivi più performanti e confortevoli, che favoriscono l’aderenza alle procedure di sicurezza e riducono l’affaticamento durante le attività prolungate. La protezione respiratoria efficace contribuisce non solo alla tutela della salute individuale, ma anche alla continuità produttiva e alla qualità dell’organizzazione del lavoro.


