Lo stress lavoro correlato rientra tra i rischi che il datore di lavoro è tenuto a valutare ai sensi degli articoli 17 e 28 del Dlgs 81/2008, nell’ambito dell’obbligo generale di valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori. La normativa italiana, in attuazione degli indirizzi europei in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro, impone che anche i rischi di natura psicosociale siano oggetto di analisi strutturata e documentata.
Lo stress lavoro correlato può manifestarsi attraverso sintomi quali depressione, alterazioni dell’umore e disturbi d’ansia, con ricadute rilevanti sul benessere individuale e sull’organizzazione aziendale. La valutazione non si limita agli aspetti fisici dell’attività lavorativa, ma considera fattori organizzativi, carichi di lavoro, relazioni interne, chiarezza dei ruoli e modalità di gestione dei processi decisionali.
Il documento di valutazione dei rischi deve quindi includere un’analisi specifica dei fattori psicosociali, con l’individuazione delle misure preventive e correttive più idonee.
Lo stress lavoro correlato e i segnali di disagio psicologico
Lo stress lavoro correlato e i segnali di disagio psicologico costituiscono un ambito di crescente attenzione nella prevenzione aziendale. I disturbi dell’umore e i disturbi d’ansia possono essere correlati a condizioni organizzative critiche, come eccessivo carico di lavoro, scarsa autonomia decisionale, conflitti interpersonali o incertezza rispetto agli obiettivi. Il rischio psicosociale si caratterizza per la sua natura multifattoriale e per la difficoltà di individuare un unico elemento causale.
La valutazione deve pertanto basarsi su indicatori oggettivi e soggettivi, quali assenteismo, turnover, infortuni ripetuti, segnalazioni interne e risultati di questionari specifici. Il processo valutativo richiede il coinvolgimento del servizio di prevenzione e protezione, del medico competente e delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza, al fine di garantire un’analisi completa e partecipata. La gestione del rischio non si esaurisce nella rilevazione iniziale, ma richiede un monitoraggio periodico e l’aggiornamento delle misure adottate in funzione dell’evoluzione organizzativa.
Le responsabilità organizzative e le misure di prevenzione
Le imprese sono chiamate a integrare la gestione dello stress lavoro correlato all’interno delle proprie politiche di salute e sicurezza, adottando un approccio sistemico e preventivo. Le misure possono includere la riorganizzazione dei carichi di lavoro, la definizione chiara delle responsabilità, il miglioramento dei canali di comunicazione interna e l’attivazione di percorsi formativi dedicati alla gestione dello stress.
La formazione dei dirigenti e dei preposti assume un ruolo centrale, poiché una leadership consapevole contribuisce a ridurre situazioni di conflitto e sovraccarico emotivo. I lavoratori devono essere informati sui rischi psicosociali e sulle modalità di segnalazione di eventuali situazioni di disagio. La sorveglianza sanitaria, quando prevista, può supportare l’individuazione precoce di segnali di malessere, favorendo interventi tempestivi.
La corretta gestione dello stress lavoro correlato comporta benefici non solo in termini di tutela della salute mentale, ma anche di miglioramento del clima aziendale, riduzione dell’assenteismo e incremento della produttività. L’attenzione ai rischi psicosociali si configura dunque come elemento essenziale di una cultura della prevenzione moderna e integrata.


