Gli infortuni mortali rappresentano uno degli indicatori più critici nell’analisi dell’andamento della sicurezza sul lavoro. Il quadro normativo di riferimento resta quello delineato dal Dlgs 81/2008, che impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi, adottare misure di prevenzione e protezione adeguate e organizzare il sistema aziendale della sicurezza in modo coerente.
L’articolo 15 del decreto individua le misure generali di tutela, mentre gli articoli 17 e 28 disciplinano l’obbligo di redazione e aggiornamento del documento di valutazione dei rischi. In presenza di eventi mortali o di particolare gravità, il sistema sanzionatorio e le responsabilità penali assumono un rilievo centrale, soprattutto quando emergano carenze organizzative o omissioni nelle misure preventive. I dati provvisori relativi all’andamento degli infortuni confermano una tendenza che impone un’attenzione costante, con un elemento di particolare allarme rappresentato dagli incidenti plurimi.
Gli infortuni mortali e il peso crescente degli incidenti plurimi
Gli infortuni mortali evidenziano, nei dati più recenti, una componente significativa legata agli incidenti plurimi, ossia eventi che coinvolgono contemporaneamente più lavoratori. Questa tipologia di evento presenta un impatto particolarmente grave non solo in termini umani, ma anche sotto il profilo organizzativo e giudiziario. Gli incidenti plurimi si verificano spesso in contesti caratterizzati da lavorazioni complesse, interferenze tra imprese o utilizzo di attrezzature e impianti ad alto rischio.
Le dinamiche possono riguardare crolli, esplosioni, incendi o eventi legati alla movimentazione di carichi e mezzi. La concentrazione di più lavoratori nella stessa area operativa amplifica le conseguenze di eventuali errori o carenze nei sistemi di protezione collettiva. L’analisi dei dati provvisori suggerisce che, pur in presenza di oscillazioni numeriche, la presenza di incidenti plurimi rappresenta una costante che richiede interventi mirati sul piano della prevenzione e del coordinamento.
Le implicazioni per imprese e organizzazione della prevenzione
Le imprese sono chiamate a rafforzare la gestione del rischio nelle attività che comportano esposizione simultanea di più lavoratori agli stessi pericoli. La pianificazione delle lavorazioni, il coordinamento tra appaltatori e subappaltatori e la definizione di procedure operative dettagliate costituiscono strumenti essenziali per ridurre la probabilità di incidenti plurimi.
Il documento di valutazione dei rischi deve considerare non solo il rischio individuale, ma anche quello derivante da situazioni collettive o interferenziali. I preposti e i dirigenti rivestono un ruolo decisivo nel controllo delle attività operative e nella verifica del rispetto delle misure di sicurezza. I lavoratori devono essere informati sui rischi specifici delle lavorazioni condivise e sulle modalità di emergenza in caso di evento critico.
La prevenzione degli infortuni mortali passa dunque attraverso un approccio organizzativo che integri valutazione dei rischi, formazione, vigilanza e cultura della sicurezza, con particolare attenzione alle situazioni in cui un singolo evento può generare conseguenze multiple e simultanee.


