Le tecnologie digitali nel lavoro rappresentano oggi un elemento strutturale nei modelli organizzativi delle imprese europee e impongono una revisione degli obblighi in materia di salute e sicurezza. Il quadro normativo di riferimento resta quello definito dal Dlgs 81/2008, che richiede al datore di lavoro di valutare tutti i rischi connessi all’attività lavorativa, inclusi quelli derivanti dall’introduzione di strumenti digitali e sistemi automatizzati.
Le evoluzioni tecnologiche, accelerate negli ultimi anni, rendono necessario un aggiornamento continuo del documento di valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione, anche alla luce degli indirizzi europei in materia di tutela dei lavoratori nell’era digitale.
Tecnologie digitali lavoro: diffusione e modalità di utilizzo
Le tecnologie digitali nel lavoro sono oggi utilizzate dalla quasi totalità dei lavoratori europei, con una diffusione che interessa sia gli strumenti di base sia le soluzioni più avanzate. I dispositivi portatili connessi a Internet rappresentano la tecnologia più diffusa, seguiti dai computer desktop, mentre cresce l’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, dispositivi indossabili e sistemi automatizzati.
Parallelamente, si registra un aumento dell’impiego delle tecnologie per la gestione organizzativa, come l’assegnazione automatica dei compiti, la pianificazione dei turni e il monitoraggio delle prestazioni. Le tecnologie digitali vengono inoltre utilizzate per controllare parametri ambientali e condizioni di lavoro, introducendo nuove modalità di supervisione che incidono direttamente sull’organizzazione e sul controllo delle attività lavorative.
Impatti su organizzazione, rischi e tutela dei lavoratori
Le tecnologie digitali lavoro producono effetti rilevanti sia in termini di efficienza sia in relazione ai rischi emergenti. Una parte significativa dei lavoratori segnala che tali strumenti influenzano il ritmo e la velocità delle attività, determinando un aumento dell’intensità lavorativa e una maggiore pressione organizzativa.
Emergono inoltre criticità legate all’isolamento, all’incremento del carico di lavoro e alla riduzione dell’autonomia decisionale. Questi effetti risultano variabili in funzione del settore, delle dimensioni aziendali e delle mansioni svolte, ma evidenziano una tendenza comune verso una maggiore integrazione tra uomo e tecnologia.
Le imprese sono quindi chiamate a gestire questi cambiamenti attraverso un approccio strutturato, che preveda formazione, aggiornamento dei processi e un’attenta valutazione dei rischi psicosociali, al fine di garantire condizioni di lavoro sicure e sostenibili.


