Gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio conferiti al servizio pubblico sono al centro del nuovo accordo quadro nazionale attivo dal 1° maggio 2026, che definisce le modalità di collaborazione tra enti locali e sistema consortile per la gestione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata urbana. Il riferimento normativo principale è il Dlgs 152/2006, con particolare attenzione alla disciplina sulla responsabilità estesa del produttore, agli obblighi di recupero e riciclo e agli obiettivi europei in materia di economia circolare.
Il nuovo quadro operativo interviene su un ambito essenziale della gestione ambientale, perché collega il corretto conferimento dei rifiuti di imballaggio alla qualità della raccolta, alla tracciabilità dei flussi e al riconoscimento dei corrispettivi economici destinati a sostenere il servizio pubblico. La finalità è rendere più ordinata ed efficace la gestione dei materiali raccolti, favorendo il recupero delle frazioni valorizzabili e riducendo la presenza di elementi estranei che possono compromettere il processo di selezione e riciclo.
Gli imballaggi nel nuovo accordo operativo 2026
Il nuovo accordo disciplina le condizioni generali per il conferimento dei rifiuti di imballaggio e organizza i rapporti tra Comuni, soggetti delegati alla gestione del servizio e consorzi di filiera. La struttura del documento prevede una parte generale, dedicata ai principi, agli obiettivi e alle modalità di collaborazione istituzionale, e una serie di allegati tecnici riferiti ai diversi materiali: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro e bioplastica compostabile.
Per ciascuna filiera vengono definiti requisiti qualitativi, modalità di conferimento, controlli, criteri di selezione e parametri per il riconoscimento dei corrispettivi economici. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il legame tra qualità della raccolta differenziata e valore riconosciuto agli enti locali: più il materiale conferito è conforme, pulito e correttamente separato, maggiore è la possibilità di sostenere processi efficienti di recupero e riciclo. Il nuovo accordo rafforza inoltre il monitoraggio dei risultati e la tracciabilità dei flussi, elementi sempre più importanti per garantire trasparenza, misurabilità e coerenza con gli obiettivi ambientali nazionali ed europei.
Le imprese devono leggere il cambiamento in chiave di filiera
Le imprese, pur non essendo le destinatarie dirette di tutte le disposizioni operative rivolte agli enti locali, sono comunque coinvolte dal rafforzamento complessivo della gestione degli imballaggi. Il nuovo accordo conferma infatti una tendenza chiara: la qualità ambientale non si misura soltanto nella fase finale del rifiuto, ma lungo l’intera filiera, dalla progettazione dell’imballaggio alla scelta dei materiali, dall’immissione sul mercato fino alla corretta raccolta e valorizzazione.
Per le aziende che producono, utilizzano, distribuiscono o gestiscono imballaggi, diventa quindi sempre più importante ragionare in termini di prevenzione, riduzione delle frazioni non riciclabili, corretta etichettatura ambientale, tracciabilità e compatibilità con i sistemi di raccolta. Una gestione non adeguata può generare criticità reputazionali, inefficienze operative e maggiori costi indiretti, mentre un approccio più ordinato consente di inserirsi meglio nei processi dell’economia circolare.
Per consulenti e professionisti, la novità rappresenta anche un’occasione per accompagnare le imprese nella verifica delle procedure ambientali, nella gestione documentale e nella costruzione di scelte più coerenti con gli obiettivi di recupero e riciclo.


