La patente a crediti entra in una nuova fase operativa con la messa a disposizione del modulo per la richiesta di recupero dei crediti decurtati. Lo strumento riguarda imprese e lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili e che, a seguito di provvedimenti sanzionatori, hanno subito una riduzione del punteggio della propria patente. Il riferimento normativo resta l’articolo 27 del Dlgs 81/2008, integrato dal decreto ministeriale n. 132/2024, chedisciplina criteri, funzionamento e modalità di recupero dei crediti.
L’articolo 7 del decreto prevede che il recupero, fino a un massimo di 15 crediti, sia subordinato alla valutazione di una Commissione territoriale composta da rappresentanti dell’Ispettorato nazionale del lavoro e dell’INAIL. È importante quindi gestire la procedura con precisione, perché il recupero dei crediti non è automatico, ma richiede una proposta coerente con le violazioni accertate e con le misure adottate in materia di salute e sicurezza.
Patente a crediti e recupero dei punti decurtati
La nuova modulistica consente al soggetto interessato di presentare formalmente la richiesta alla Commissione territoriale per il recupero dei crediti della patente. Nel modulo devono essere indicati i dati dell’impresa o del lavoratore autonomo, il numero della patente, i provvedimenti sanzionatori che hanno determinato la decurtazione e l’eventuale organismo paritetico di riferimento iscritto al repertorio nazionale previsto dall’articolo 51 del Dlgs 81/2008. L’istanza deve essere trasmessa in modalità telematica alla PEC dell’Ispettorato del lavoro competente per territorio, anche tramite l’associazione di rappresentanza.
La Commissione valuta il recupero tenendo conto di due elementi principali: la formazione in materia di salute e sicurezza e gli investimenti realizzati per migliorare concretamente gli standard prevenzionistici. La formazione utile al recupero deve essere ulteriore rispetto a quella già obbligatoria e non può essere utilizzata come semplice aggiornamento ordinario. Gli investimenti, invece, devono essere sostenibili, coerenti con la struttura dell’impresa e realmente finalizzati alla riduzione dei rischi, come sistemi di monitoraggio, dispositivi di protezione evoluti, tecnologie per la sorveglianza sanitaria, robotica, automazione o strumenti didattici innovativi.
Le ricadute operative per imprese e lavoratori autonomi
Le imprese e i lavoratori autonomi devono considerare il modulo PAC non come un semplice adempimento documentale, ma come l’avvio di una procedura che richiede programmazione e prova dell’effettivo miglioramento della sicurezza. Prima di presentare l’istanza, è necessario ricostruire con attenzione le cause della decurtazione, verificare il punteggio residuo, individuare le violazioni contestate e predisporre un percorso credibile di recupero.
Questo significa documentare la formazione svolta, dimostrare l’utilizzo effettivo degli investimenti e collegare ogni misura proposta al miglioramento concreto delle condizioni di lavoro. Per i lavoratori, la procedura può rappresentare un rafforzamento della tutela, perché collega il recupero dei crediti ad azioni effettive di prevenzione.
Per le imprese, invece, il beneficio non è solo il possibile reintegro del punteggio, ma anche la possibilità di riorganizzare il proprio sistema di sicurezza in modo più solido, tracciabile e coerente con gli obblighi previsti dal Dlgs 81/2008.


