La sicurezza sul lavoro resta al centro del Bando ISI 2025, lo strumento con cui l’Inail finanzia progetti destinati al miglioramento documentato delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. L’iniziativa è prevista in attuazione dell’articolo 11, comma 5, del Dlgs 81/2008 e dell’articolo 1, commi da 862 a 864, della legge 208/2015. Il bando mette a disposizione contributi a fondo perduto per le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio e, per specifici interventi, per gli enti del Terzo settore. L’edizione 2025 prevede complessivamente 600 milioni di euro e ha raccolto oltre 13mila richieste di finanziamento.
Dopo la conclusione del click day del 24 giugno 2026, riservato ai progetti degli Assi 5.1 e 5.2 dedicati rispettivamente alle imprese agricole e ai giovani agricoltori, è stato disposto il rinvio della pubblicazione degli elenchi cronologici provvisori. La decisione consente il completamento delle verifiche tecniche sul rispetto delle regole di invio delle domande attraverso lo sportello informatico. Il calendario aggiornato, con la nuova programmazione delle attività e delle relative scadenze, dovrà essere pubblicato entro il 29 luglio 2026.
Sicurezza sul lavoro: progetti e contributi finanziabili
Il Bando ISI 2025 finanzia cinque principali tipologie di intervento. Rientrano tra i progetti ammissibili la riduzione dei rischi tecnopatici, l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, la riduzione dei rischi infortunistici, la bonifica dei materiali contenenti amianto e gli investimenti destinati alle micro e piccole imprese operanti in specifici settori. Un asse autonomo è riservato alla produzione agricola primaria, con misure dedicate alla sostituzione di macchinari e attrezzature mediante soluzioni innovative capaci di ridurre il rischio di infortunio, la rumorosità, le emissioni inquinanti e il ricorso a operazioni manuali.
Per gli Assi 1.1, 2, 3 e 4 è inoltre possibile affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dagli avvisi territoriali. Il finanziamento è calcolato sulle spese ammissibili al netto dell’IVA e può coprire il 65% dei costi per la maggior parte dei progetti. La percentuale sale all’80% per i modelli organizzativi e di responsabilità sociale e per i progetti presentati dai giovani agricoltori. Il contributo concedibile è generalmente compreso tra 5mila e 130mila euro, mentre per alcune imprese con meno di 50 dipendenti che adottano modelli organizzativi non si applica il limite minimo.
Le verifiche e gli adempimenti per non perdere il contributo
Le imprese devono seguire con attenzione la fase successiva alla presentazione della domanda, perché l’ammissione negli elenchi non determina automaticamente l’erogazione del finanziamento. Le domande inserite negli elenchi No click day sono già ammesse alla fase di caricamento della documentazione e i titolari devono completare l’invio entro le ore 18.00 del 9 settembre 2026, pena la decadenza. Per l’Asse 5 agricoltura, invece, occorre attendere la pubblicazione del nuovo calendario e degli elenchi cronologici provvisori.
Le verifiche riguardano anche il rispetto delle regole tecniche previste per l’invio delle domande: l’utilizzo di strumenti automatici o di sistemi non consentiti può determinare l’annullamento dell’invio e l’esclusione dalla procedura. La verifica della posizione ottenuta sarà essenziale per comprendere se il progetto rientra tra quelli collocati utilmente rispetto alle risorse disponibili. L’impresa dovrà poi dimostrare il possesso dei requisiti dichiarati, la coerenza tecnica dell’intervento e l’ammissibilità delle spese, conservando preventivi, autorizzazioni e documentazione progettuale.
È opportuno evitare acquisti o impegni non compatibili con le regole del bando e controllare con precisione i termini fissati dall’avviso territoriale. Il Bando ISI rappresenta un’opportunità concreta per migliorare impianti, macchinari e organizzazione della prevenzione, ma richiede una gestione puntuale dell’iter amministrativo. Una documentazione incompleta, tardiva o non coerente con il progetto approvato può infatti determinare l’esclusione o la revoca del contributo.


