RAEE in azienda: raccolta più facile dei rifiuti elettronici

RAEE in azienda: raccolta più facile dei rifiuti elettronici

I RAEE, ossia i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, potranno essere raccolti in modo più capillare anche presso aziende, amministrazioni e altre realtà organizzate. La novità nasce dall’accordo di programma concluso ai sensi dell’articolo 206 del Dlgs 152/2006, con l’obiettivo di ampliare i depositi preliminari e favorire il corretto trattamento dei rifiuti elettronici provenienti dai nuclei domestici. Il riferimento principale resta il Dlgs 49/2014, che disciplina la gestione dei RAEE e considera domestici anche i rifiuti “dual use”: apparecchiature utilizzate in ambito commerciale, industriale o istituzionale ma analoghe, per natura e quantità, a quelle presenti nelle abitazioni.

L’intesa, valida per 36 mesi e prorogabile esclusivamente con un nuovo accordo scritto, introduce modalità semplificate per realizzare circuiti organizzati di raccolta presso i luoghi frequentati quotidianamente da lavoratori e utenti. L’obiettivo è intercettare dispositivi che, per dimensioni ridotte o scarsa conoscenza delle regole, rischiano di essere conservati a lungo, conferiti in modo errato o dispersi nei rifiuti indifferenziati.

RAEE dual use e piccoli dispositivi raccolti nelle sedi

Le aziende e le istituzioni interessate potranno stipulare una convenzione e attivare presso le proprie sedi un punto dedicato al conferimento. Il circuito comprenderà due flussi distinti ma compatibili: i RAEE dual use prodotti nello svolgimento dell’attività e i piccoli rifiuti elettronici provenienti dalle abitazioni di dipendenti e utenti. Potranno rientrare, ad esempio, computer, monitor, stampanti, telefoni, lampade e altre apparecchiature assimilabili a quelle domestiche, mentre i rifiuti esclusivamente professionali dovranno continuare a essere gestiti attraverso i canali previsti per la loro specifica categoria. 

I materiali raccolti saranno ritirati tramite i sistemi organizzati dei produttori e avviati a impianti autorizzati e certificati per il trattamento, il recupero e il riciclo. L’adesione richiede l’iscrizione del punto di raccolta, la sottoscrizione della convenzione operativa e la separazione dei rifiuti nei raggruppamenti stabiliti dal decreto ministeriale 40/2023. Le condizioni del servizio per i grandi utilizzatori prevedono inoltre quantità annue minime differenziate: 1.600 chilogrammi per i raggruppamenti R1 e R2, 1.200 chilogrammi per R3 e R4 e 400 chilogrammi per R5. L’iscrizione e il ritiro sono gratuiti, ma il soggetto aderente deve garantire una gestione conforme alle modalità operative definite per il servizio.

Deposito sicuro e responsabilità organizzative delle imprese

Le imprese che scelgono di aderire devono predisporre un’area idonea, pavimentata, protetta dagli agenti atmosferici e non accessibile a soggetti estranei. I RAEE devono essere raggruppati per tipologia, mantenuti integri e gestiti con precauzioni adeguate a evitare il deterioramento delle apparecchiature e la fuoriuscita di sostanze pericolose. I rifiuti pericolosi devono restare separati e i contenitori utilizzati devono essere adatti alle diverse categorie raccolte. 

Il trasporto può avvenire ogni tre mesi oppure quando il quantitativo depositato raggiunge 3.500 chilogrammi per ciascun raggruppamento; in ogni caso, la permanenza nel deposito preliminare non può superare un anno. Per le imprese, l’iniziativa rappresenta un’opportunità di sostenibilità, ma richiede anche una chiara organizzazione interna: individuazione dei responsabili, informazione ai lavoratori, controllo dei conferimenti e corretta gestione delle richieste di ritiro. 

Una raccolta non ordinata o la presenza di apparecchiature danneggiate può infatti generare rischi ambientali e problemi di sicurezza, soprattutto quando i dispositivi contengono componenti elettriche, batterie o sostanze che non devono essere disperse. Il nuovo circuito favorisce quindi l’economia circolare e avvicina la raccolta ai luoghi di lavoro, senza trasformare le sedi aderenti in punti di conferimento indiscriminato: restano essenziali la verifica della tipologia del rifiuto, il rispetto delle condizioni previste e l’avvio esclusivo verso operatori autorizzati.

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