Arco elettrico: analisi del rischio e protezioni sul lavoro

Arco elettrico: analisi del rischio e protezioni sul lavoro

L’arco elettrico rappresenta un rischio specifico degli impianti elettrici, distinto dal contatto diretto o indiretto con parti in tensione. Il fenomeno può generarsi quando l’aria tra due punti a diverso potenziale diventa conduttiva, determinando il passaggio improvviso di una corrente elevata. Le conseguenze possono comprendere calore intenso, ustioni, proiezione di metallo fuso, emissione di plasma, radiazioni e onde di pressione. Il Dlgs 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti nell’attività aziendale e, attraverso l’articolo 80, di adottare le misure necessarie per proteggere i lavoratori dai pericoli di natura elettrica. 

La valutazione deve considerare le caratteristiche dell’impianto, le condizioni di esercizio, le attività svolte e le possibili conseguenze di guasti, errori operativi o deterioramenti. Un riferimento tecnico recente è il rapporto CEI 78-25, dedicato al calcolo dell’energia dell’arco, dell’energia incidente e delle distanze di sicurezza, oltre che alla scelta della classe dei DPI. Il documento integra il quadro tecnico applicabile ai lavori elettrici e può supportare le imprese nella definizione di misure di prevenzione proporzionate al rischio effettivo.

L’arco elettrico nella Arc Flash Analysis

La Arc Flash Analysis è uno studio tecnico finalizzato a stimare gli effetti che un eventuale arco elettrico potrebbe produrre sulle persone presenti nelle vicinanze di un’apparecchiatura. L’analisi prende in considerazione la corrente disponibile, la configurazione del quadro, la distanza dell’operatore, la posizione degli elettrodi e il tempo necessario ai dispositivi di protezione per interrompere il guasto. Questi elementi permettono di calcolare l’energia incidente, ossia l’energia termica che potrebbe raggiungere il lavoratore, e di individuare la distanza oltre la quale l’esposizione scende al di sotto del livello considerato pericoloso. 

Il rapporto CEI 78-25 propone un metodo semplificato per gli impianti in corrente alternata e in bassa tensione, basato sui criteri dello standard IEEE 1584-2018. Il documento considera inoltre specifici metodi di valutazione per la media tensione e per gli impianti in corrente continua. Quest’ultimo ambito assume particolare rilevanza con la diffusione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, UPS, infrastrutture di ricarica e altri sistemi nei quali l’arco può risultare più difficile da interrompere. I risultati dell’analisi possono essere raccolti in schede tecniche associate alle singole apparecchiature, indicando energia incidente, distanza di sicurezza, livello di protezione richiesto e procedure da applicare durante gli interventi.

Le misure aziendali per ridurre l’energia incidente

Le imprese devono utilizzare i risultati della valutazione per intervenire innanzitutto sulle cause e sulla gravità del rischio, senza affidare la tutela dei lavoratori esclusivamente ai DPI. La prevenzione può comprendere la manutenzione dei quadri, il controllo delle connessioni, la pulizia delle apparecchiature, la corretta taratura delle protezioni e la riduzione dei tempi di eliminazione del guasto. Possono inoltre essere adottati sistemi di comando a distanza, interblocchi, segregazioni, sensori, protezioni specifiche e procedure che prevedano, quando possibile, la messa fuori tensione prima dell’intervento. 

La scelta di indumenti, visiere, caschi, guanti e altri dispositivi deve essere effettuata in funzione dell’energia incidente stimata e delle condizioni operative reali. Un DPI genericamente resistente alla fiamma non è necessariamente adeguato alla protezione contro l’arco elettrico. La gestione del rischio richiede anche personale formato e addestrato, ruoli chiaramente assegnati, procedure di lavoro aggiornate, controllo degli accessi e segnaletica sulle apparecchiature maggiormente critiche. 

L’analisi deve essere riesaminata quando vengono modificati l’impianto, la potenza disponibile, i dispositivi di protezione o le modalità di lavoro. Una valutazione corretta consente quindi di individuare le situazioni più pericolose, programmare gli interventi tecnici e proteggere sia gli addetti ai lavori elettrici sia le persone che possono transitare nelle aree interessate.

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