Gli HSE manager sono sempre più spesso al centro di pronunce giurisprudenziali che ne delineano il ruolo operativo e la posizione di garanzia nell’ambito della tutela ambientale e della sicurezza sul lavoro. La normativa di riferimento trae origine dalle disposizioni generali di prevenzione e tutela dei luoghi di lavoro, nonché dalle tutele definite dal Dlgs 152 del 2006 in materia ambientale e dal Dlgs 81 del 2008 per quanto riguarda la salute e la sicurezza.
Le decisioni della corte di cassazione chiariscono come la figura professionale dell’HSE manager non possa essere confinata a un ruolo meramente consultivo quando le sue azioni e valutazioni influenzano direttamente i processi decisionali dell’organizzazione. L’inquadramento normativo stabilisce infatti che chiunque eserciti funzioni operative o gestionali in materia di prevenzione assume una vera e propria posizione di garanzia nei confronti della collettività e dei lavoratori.
La posizione dell’HSE manager tra ruoli gestionali e doveri
La giurisprudenza di legittimità ha evidenziato che la valutazione della responsabilità penale dell’hse manager non dipende esclusivamente dalle qualifiche formali o dalla denominazione del contratto aziendale, ma dall’effettivo potere di ingerenza e dall’influenza sulle scelte direzionali. Nelle strutture aziendali complesse, la partecipazione attiva ai processi decisionali e la gestione condivisa dei flussi informativi verso gli enti pubblici determinano l’assunzione di specifici obblighi di condotta.
Qualora si verifichino omissioni nella trasmissione di dati ambientali criticamente rilevanti o nel tracciamento di fonti di rischio, l’HSE manager risponde direttamente del proprio operato in solido con le figure di vertice. La responsabilità si configura anche di fronte alla mancata adozione di misure idonee a contenere minacce per la salute o per il territorio circostante.
HSE manager e impatti operativi per le imprese
I principi affermati dalle sentenze comportano conseguenze pratiche di rilevante portata per le imprese e per i professionisti del settore. Le organizzazioni sono tenute a definire in modo chiaro e trasparente le mansioni, le competenze e i limiti operativi delle funzioni legate alla sicurezza e all’ambiente, garantendo al contempo un coordinamento efficace tra le varie figure di garanzia.
Per i professionisti emerge la necessità di operare con la massima rigorosità nella gestione e nella comunicazione dei dati di monitoraggio, evitando ritardi o condotte omissive. L’adozione di modelli organizzativi solidi e la tracciabilità di ogni decisione rappresentano strumenti fondamentali per ridurre i rischi penali e per tutelare l’integrità della struttura e della collettività.


