Il lavoro all’aperto in inverno espone lavoratori e imprese a rischi specifici legati al microclima freddo e agli agenti meteorologici, che rientrano pienamente nel perimetro della tutela prevista dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il riferimento principale è il Dlgs 81/2008, che impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro, compresi quelli derivanti da condizioni ambientali avverse.
L’articolo 28 stabilisce che la valutazione dei rischi debba considerare anche i fattori fisici e climatici, mentre l’articolo 18 attribuisce al datore di lavoro la responsabilità di adottare le misure di prevenzione e protezione necessarie. Nel caso delle attività svolte all’esterno, freddo, vento, pioggia e neve non possono essere considerati elementi inevitabili o marginali, ma condizioni operative strutturali che incidono sulla sicurezza e devono essere analizzate all’interno del documento di valutazione dei rischi.
Lavoro all’aperto in inverno e rischio microclimatico
Il lavoro all’aperto in inverno comporta un’esposizione prolungata a basse temperature che può influire in modo significativo sulle condizioni psicofisiche dei lavoratori. Il freddo riduce la sensibilità e la destrezza manuale, rallenta i tempi di reazione e aumenta l’affaticamento, con effetti diretti sulla capacità di svolgere le mansioni in sicurezza.
A questi fattori si aggiungono il vento, che amplifica la dispersione del calore corporeo, e le precipitazioni, che rendono le superfici scivolose e aumentano il rischio di cadute e infortuni. Il rischio microclimatico interessa numerosi settori, tra cui edilizia, manutenzione stradale, agricoltura, logistica all’aperto e servizi di vigilanza, e non si manifesta solo in condizioni estreme, ma anche durante le normali attività quotidiane nei mesi invernali. La valutazione del rischio deve quindi essere condotta in modo puntuale, considerando durata dell’esposizione, intensità del freddo, tipo di attività svolta, carico fisico e caratteristiche individuali dei lavoratori, evitando valutazioni standardizzate che non riflettono la reale organizzazione del lavoro.
Implicazioni operative e obblighi di prevenzione
Dal punto di vista operativo, la gestione del lavoro all’aperto in inverno richiede una pianificazione attenta e coerente con gli obblighi normativi. Le imprese sono chiamate ad adottare misure tecniche e organizzative idonee a ridurre l’esposizione al freddo, come la programmazione delle attività nelle fasce orarie meno critiche, l’introduzione di pause in ambienti riscaldati e l’adeguamento dei ritmi di lavoro. Un ruolo centrale è svolto dall’abbigliamento di protezione, che deve garantire isolamento termico, protezione da vento e umidità e al tempo stesso consentire libertà di movimento e sicurezza operativa.
Accanto alle misure materiali, assume particolare rilievo l’informazione e la formazione dei lavoratori, che devono essere messi in condizione di riconoscere i segnali di allarme legati all’ipotermia e alle altre patologie da freddo e di adottare comportamenti corretti. Anche il coinvolgimento attivo dei lavoratori nel rispetto delle procedure e nell’uso appropriato dei dispositivi forniti rappresenta un elemento essenziale della prevenzione. Una gestione strutturata del rischio microclimatico consente non solo di ridurre infortuni e malattie professionali, ma anche di migliorare la continuità operativa e la qualità complessiva del lavoro svolto.






