Le bozze ISO/DIS 9001:2025 e ISO/DIS 14001:2026 segnano l’inizio di una trasformazione epocale per i sistemi di gestione aziendale, avviata dai comitati tecnici ISO nel 2023 per rispondere alle nuove sfide globali. Con la pubblicazione definitiva prevista per il 2026 e un periodo di transizione di tre anni (fino al 2029), le imprese dovranno integrare nei propri processi temi non più rinviabili come il cambiamento climatico, l’etica, la resilienza operativa e le tecnologie emergenti. Non si tratta di un semplice aggiornamento burocratico, ma di un’evoluzione strategica che mira a mantenere gli standard rilevanti in un contesto di mercato sempre più complesso e interconnesso.
Le novità della ISO 9001 e ISO 14001
Pur mantenendo la struttura consolidata del 2015, le nuove versioni introducono integrazioni sostanziali.
- ISO 9001 (Qualità): l’attenzione si sposta sulla Business Continuity e sulla gestione dei rischi sistemici. Vengono introdotti requisiti legati alla cultura etica, all’integrità e alla responsabilità sociale, oltre a un’appendice informativa sull’impatto delle tecnologie emergenti come l’Intelligenza Artificiale nei processi di qualità.
- ISO 14001 (Ambiente): la revisione pone al centro la resilienza climatica (adattamento ai cambiamenti) e l’economia circolare, spingendo le aziende a valutare i rischi ambientali lungo tutta la catena del valore (supply chain) e a proteggere attivamente la biodiversità.
Convergenza e transizione strategica
Il tratto comune delle due revisioni è la spinta verso una leadership rafforzata e un approccio olistico: qualità, ambiente e sicurezza non sono più silos separati, ma sistemi integrati che devono dialogare con la strategia di business. Per affrontare la transizione, le aziende dovranno partire da una Gap Analysis immediata, mappando le differenze tra il sistema attuale e le nuove bozze. Il percorso operativo suggerito prevede tre fasi: azioni immediate (mappatura processi e rischi climatici), a medio termine (formazione del personale e coinvolgimento fornitori) e a lungo termine (piena integrazione digitale). Muoversi in anticipo significa trasformare l’obbligo di adeguamento in un vantaggio competitivo, rafforzando la fiducia degli stakeholder e la solidità aziendale.






