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Verifiche di sicurezza e conformità dei cancelli automatici

Negli ultimi 4 anni, in Italia, si sono verificati 69 incidenti gravi di cui 27 mortali causati dai cancelli automatici e manuali. 

Spesso trascurata la manutenzione e le basilari norme stabilite ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE, UNI 12453 e UNI 12455.

Talvolta nei condomini ma non solo, ci si preoccupa più di problematiche marginali trascurando invece rischi decisamente maggiori che potrebbero arrecare danni anche gravi alle persone, soprattutto in presenza di bambini. 

Il cancello automatico è un esempio di “macchina” che non sempre viene tenuta strettamente sotto controlloInfatti un cancello, nato già motorizzato oppure reso automatico a seguito dell’installazione di un automatismo, diventa a tutti gli effetti una macchina automatica e come tale deve sottostare alle indicazioni stabilite dalla Direttiva Macchina 200642CE e alle norme tecniche di costruzione e manutenzione e quindi deve essere dotato di idonea documentazione tecnica e sottoposta ai previsti controlli. 

Il costruttore dell’intero sistema cancello, ma anche l’eventuale installatore dell’automatismo su di un cancello preesistente, devono consegnare al Proprietario/Amministratore il fascicolo tecnico contenete, tra gli altri, la Dichiarazione CEapplicare sul cancello la marcatura CE. Il contratto di manutenzione con idonea ditta specializzata che garantisce il pronto intervento in caso di necessità, sicuramente consente la risoluzione tempestiva del malfunzionamento ma non garantisce il pieno rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza imposti dalla Direttiva Macchine. 

I cancelli automatici devono essere sottoposti al controllo periodico di un tecnico specializzato che verifichi che sia tutto in regola e che rilasci un apposito verbale di verifica.

Ma quali sono le norme a cui si deve far riferimento?

– Direttiva Macchina 200642CE;

– Norme UNI EN 12453 ed EN 12445;

– Sentenza n°34147 del 06/09/2012 – Corte di Cassazione Sezione 4° Penale

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1563786499 Campagna estiva polizia stradale

Viabilità Italia: presentata la campagna estiva #seisicuro

Presentato all’Interno del piano per il traffico, le previsioni, la sicurezza per l’estate 2019 il Programma comune di vigilanza e informazione condotto da Polizia di Stato, Carabinieri, Polizie locali, Aiscat e Anas.

Il piano Viabilità Italia ha l’obiettivo di informare come di consueto i cittadini attraverso il calendario degli esodi estivi con i bollini rosso e nero a segnalare le giornate più affollate (bollino nero sabato 3 e sabato 10 agosto, bollino rosso ultimo fine settimana di luglio e i restanti fine settimana di agosto); le informazioni sui cantieri, l’elenco degli itinerari alternativi, i presidi di assistenza, i divieti per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate, le frontiere, le informazioni sulle infrastutture ferroviarie.

Inoltre è stata presentata la Campagna estiva 2019 #seisicuro, lanciata dalla Polizia di Stato che affronta argomenti come: uso dello smartphone, eccesso di velocità, cinture di sicurezza, alcool e droghe. Testimonial di eccellenza Dario Vergassola.

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1563553354 unasf cantieri edilizia

Buone pratiche nell’edilizia, al via concorso Inail contro infortuni e malattie

Scopo del concorso è promuovere la cultura della sicurezza e creare un database da cui poter attingere in futuro per divulgare le buone pratiche della prevenzione


La prima edizione del concorso nazionale ‘Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili’ è ai nastri di partenza. Da lunedì 22 luglio fino a venerdì 22 novembre 2019, infatti, si svolge il concorso volto a creare e diffondere una sorta di database di best practices di facile consultazione e semplice applicazione.



Le finalità del concorso


Il concorso, indetto da Inail, ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone, tanto gli imprenditori quanto i loro lavoratori, sul tema della prevenzioni. Il focus è insistere sulla necessità di migliorare la sicurezza nei cantieri edili temporanei o mobili, riducendo il rischio di infortuni e malattie professionali.



Chi può partecipare


Possono partecipare le imprese del settore edilizio che operano, direttamente o meno, nei cantieri temporanei o mobili. Porte aperte anche per i coordinatori per la sicurezza nei cantieri e gli enti pubblici. Ogni partecipante può presentare fino a tre proposte. Le prime tre buone pratiche ritenute migliori per ogni categoria riceveranno una targa di merito, ma, soprattutto, saranno prese a esempio per le buone pratiche e presentate in giro per l’Italia nei vari seminari e presentazioni Inail e istituzionali legate al mondo della sicurezza sul lavoro.


+++ Clicca qui per scaricare moduli, regolamento e partecipare al concorso.


1563461383 unasf cadute alto ambulanza

L’estate delle morti bianche: due operai precipitati nel vuoto in 24 ore

Gli incidenti mortali sono avvenuti a Bergamo e Savona. Sempre nella provincia lombarda, un 20enne si è squarciato una gamba

Due operai morti per cadute dall’alto in un giorno soltanto. E’ un bilancio drammatico quello delle ultime 24 ore relativo alla mancata sicurezza sui luoghi di lavoro. Oggi (18 luglio) un uomo, che secondo le agenzie di stampa è deceduto sul colpo, è precipitato nel vuoto mentre stava pitturando il tetto della stiva di una nave ormeggiata negli Alti Fondali del porto di Savona. Le prime ricostruzioni degli inquirenti parlano di un volo di circa 20 metri risultato fatale. Niente hanno potuto fare i sanitari accorsi sul posto.

Ieri, invece, una caduta da 6 metri è costata la vita a Rudi Asiatico, operaio 44enne di Sant’Omobono, nel Bergamasco. Il giorno prima stava effettuando dei lavori di ristrutturazione sul tetto di una villetta, precipitando improvvisamente nel cortile dell’abitazione privata e riportando dei traumi gravissimi. Dopo poche ore è sopraggiunta la morte cerebrale.

E sempre nel Bergamasco, a Cortenuova, questa mattina un ragazzo di 20 anni si è ferito alla gamba mentre stava lavorando a un flessibile. Si sarebbe tagliato alla coscia con la lama dell’apparecchio utilizzato. La dinamica è ancora al vaglio delle forze dell’ordine, ma fortunatamente il giovane non sarebbe in gravi condizioni.

1563288079 unasf stress calore

Lo stress da calore distruggerà l’economia nei prossimi dieci anni?

Un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, oltretutto cauto nelle stime, prevedere la perdita di 80 milioni di posti di lavoro entro il 2030

La prospettiva non è affatto delle migliori: secondo un recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il riscaldamento globale porterà un aumento dello stress termico e una conseguente perdita di produttività globale. Di che entità? 80 milioni di posti di lavoro a tempo pieno svaniti entro il 2030 a causa dell’aumento della temperatura globale di 1,5° C.


Perdite da 2 mila 400 miliardi di dollari

A livello economico, le perdite globali si attesterebbero sui 2 mila 400 miliardi di dollari, l’equivalente del 2,2% del totale delle ore lavorate in tutto il mondo . Ma la situazione potrebbe pure essere peggiore: secondo il rapporto, infatti, la stima è prudente poiché il riferimento all’aumento di 1,5 gradi in settori quali agricoltura ed edilizia è da considerarsi all’ombra. E agricoltura ed edilizia – per ovvi motivi – sono due tra i comparti più colpiti dallo stressa da calore. Nell’agricoltura in particolare, dove l’occupazione è di 940 milioni di persone in tutto il mondo e si potrebbe perdere il 60% delle ore lavorate.

Le soluzioni proposte dal rapporto

Si parla di stress termico quando il calore è superiore a quello che il corpo può tollerare senza subire menomazioni fisiologiche. Si attesta, generalmente, a temperature superiori ai 35° C e con alta umidità,e nei casi più estremi, in soggetti maggiormente a rischio, può risultare fatale.

Secondo il rapporto, per contrastare gli effetti dello stress termico sarebbero necessarie politiche in grado di prevedere infrastrutture adeguate e sistemi di allarme rapido migliorati per gli eventi di calore, nonché una migliore attuazione delle norme internazionali sul lavoro. Entra dunque in gioco direttamente la prevenzione in primis di livello nazionale nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro, per aiutare a progettare politiche per affrontare i rischi legati al calore.

I dati del rapporto

I dati contenuti nel rapporto ‘Lavorare su un pianeta più caldo: l’impatti dello stress da calore sulla produttività del lavoro e il lavoro dignitoso (clicca qui per scaricarlo). Il documento basa la propria tesi su dati climatici e fisiologici e sull’occupazione, presentando stime delle perdite sia a livello nazionale, sia regionale e globale.

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