Quattro morti sul lavoro in 24 ore: sicurezza da rifondare

Quattro morti sul lavoro in 24 ore: sicurezza da rifondare

Nel 2025 denunciati oltre 600 morti sul lavoro nei primi sette mesi. A questo bilancio già drammatico si aggiungono le quattro vittime registrate nelle ultime ore tra Torino, Monza, Catania e Roma: un trend in aumento rispetto all’anno precedente che conferma come la sicurezza resti un’urgenza nazionale.

Le dinamiche degli incidenti sono purtroppo ricorrenti: cadute dall’alto durante lavori in quota, schiacciamenti da macchinari e movimentazione di mezzi. Episodi che riportano al centro dell’attenzione la fragilità del sistema di prevenzione e la necessità di superare una sicurezza intesa solo come conformità formale. Occorre invece un modello realmente operativo, applicato in cantiere e in reparto, capace di prevenire errori organizzativi e tecnici che continuano a ripetersi.

Formazione continua, la vera prevenzione

La leva più immediata ed efficace resta la formazione. Non un adempimento episodico, ma un percorso continuo, misurabile e aderente ai rischi reali. Significa addestramento pratico per i lavori in quota e in ambienti confinati, procedure per l’uso sicuro delle attrezzature, piani di emergenza provati sul campo, aggiornamenti obbligatori quando cambiano processi o layout produttivi.

La formazione efficace è quella che lascia segni concreti: comportamenti corretti, check-list applicate, manutenzioni pianificate, briefing di sicurezza prima delle lavorazioni critiche. È qui che si riduce il rischio residuo e si salvano vite.

Investire nella formazione significa costruire una cultura della sicurezza che protegge le persone e rafforza la competitività delle imprese. Non è un costo, ma un dovere etico e una strategia di sviluppo.

Decreto legge in arrivo: dalle parole ai fatti

Il Decreto legge atteso entro fine settembre rappresenta un passaggio cruciale e conterrà molte delle richieste presentate da Conflavoro al Governo negli ultimi anni. Dovrà tradursi in strumenti concreti per imprese e lavoratori: criteri chiari e verificabili per l’obbligo formativo, tracciabilità digitale dei percorsi di aggiornamento, controlli più efficaci e mirati nei contesti a rischio, misure specifiche per i cantieri e i subappalti. Accanto a questo, sarà indispensabile rafforzare il sostegno a chi investe seriamente nella prevenzione e nella cultura della sicurezza.

Solo così la norma potrà incidere sulla realtà quotidiana dei luoghi di lavoro, sostenendo le imprese virtuose e riportando sotto controllo un fenomeno che non può più essere tollerato. Ogni vita persa sul lavoro è una sconfitta collettiva: agire subito non è più un auspicio, ma un imperativo.

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