I campi elettromagnetici nel lavoro rappresentano un rischio fisico disciplinato dal Dlgs 81/2008, in particolare nell’ambito della valutazione dei rischi derivanti da agenti fisici presenti nei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro è tenuto a identificare e valutare l’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, adottando misure tecniche e organizzative idonee a ridurre i livelli di rischio.
L’introduzione di nuove tecnologie, come i sistemi RFID utilizzati nei processi produttivi, comporta la necessità di aggiornare il documento di valutazione dei rischi e di considerare anche esposizioni non immediatamente percepibili, ma potenzialmente rilevanti nel tempo.
Campi elettromagnetici nel lavoro: utilizzo RFID nelle lavanderie industriali
I campi elettromagnetici nel lavoro trovano una concreta applicazione nei sistemi RFID impiegati nelle lavanderie industriali per la tracciabilità dei capi. Queste tecnologie consentono di automatizzare i processi, migliorare l’efficienza operativa e garantire un controllo puntuale dei flussi di lavoro. I sistemi RFID funzionano attraverso l’interazione tra tag applicati ai materiali e dispositivi di lettura che generano campi elettromagnetici.
L’utilizzo diffuso di queste soluzioni comporta una presenza costante di sorgenti di emissione, che devono essere analizzate tenendo conto delle modalità operative, della distanza dai lavoratori e dei tempi di esposizione. L’adozione di tali tecnologie introduce quindi una nuova dimensione nella gestione dei rischi, legata alla combinazione tra innovazione e sicurezza.
Impatti operativi e valutazione del rischio per i lavoratori
I campi elettromagnetici nel lavoro richiedono una valutazione approfondita che tenga conto delle condizioni reali di utilizzo delle tecnologie RFID. Le imprese devono considerare non solo i livelli teorici di esposizione, ma anche l’organizzazione delle attività, la frequenza di utilizzo dei dispositivi e la possibile presenza di più sorgenti contemporaneamente.
L’analisi deve includere eventuali effetti indiretti, come interferenze con dispositivi medici o impatti su specifiche categorie di lavoratori. L’integrazione della valutazione nel DVR consente di individuare misure di prevenzione adeguate, come la corretta disposizione delle apparecchiature, la formazione del personale e il monitoraggio periodico delle condizioni di lavoro.
Un approccio strutturato permette di sfruttare i benefici delle tecnologie RFID senza compromettere la sicurezza, garantendo un equilibrio tra efficienza produttiva e tutela dei lavoratori.


