La semplificazione dei controlli sulle imprese nasce nel quadro normativo delineato dal decreto legislativo 103/2024, entrato in vigore il 2 agosto 2024, con l’obiettivo istituzionale di rendere più efficiente il sistema di vigilanza amministrativa sulle attività economiche.
Questo decreto prevede un sistema volontario di identificazione e gestione del livello di rischio delle imprese che si basa su criteri di valutazione oggettivi a favore di chi adotta comportamenti virtuosi.
L’articolo 3 del decreto stabilisce la possibilità, per le imprese classificate a rischio basso, di non essere sottoposte a più di un controllo da parte delle pubbliche amministrazioni nell’arco di un anno, salvo casi eccezionali previsti dalla normativa stessa, come richieste dell’autorità giudiziaria o segnalazioni circostanziate da parte di enti pubblici o privati.
In seguito a queste disposizioni, il 19 dicembre 2025 è stata pubblicata la UNI/PdR 186, la nuova prassi di riferimento che offre un quadro tecnico per l’applicazione dei criteri di valutazione del rischio basso, ampliando gli strumenti a disposizione delle imprese e degli enti preposti alla vigilanza.
Criteri identificazione rischio basso e contenuti della prassi
La prassi UNI/PdR 186 si struttura in quattro parti organiche che trattano aspetti generali e specifici relativi alla semplificazione dei controlli. La parte 1 introduce i principi generali e i criteri di idoneità per la qualificazione del profilo di rischio basso.
Le parti 2, 3 e 4 si concentrano rispettivamente sulle aree della protezione ambientale, dell’igiene e salute pubblica e della sicurezza dei lavoratori, delineando criteri e requisiti di riferimento per ciascun ambito.
Per le imprese che intendono ottenere il cosiddetto report certificativo di basso rischio, la prassi individua percorsi basati sul possesso di determinate certificazioni di sistema gestito secondo standard quali UNI EN ISO 14001 o EMAS per l’ambiente, UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 22000 per la salute e igiene pubblica, e UNI EN ISO 45001 per la sicurezza sul lavoro. Questa struttura consente di integrare la valutazione delle imprese in relazione ai requisiti tecnici riconosciuti a livello nazionale e internazionale, semplificando la programmazione e l’esecuzione dei controlli amministrativi.
Implicazioni pratiche per imprese e pubblica amministrazione
In termini pratici, la semplificazione controlli imprese rappresenta un’opportunità per le imprese che adottano sistemi di gestione conformi o che possono dimostrare una buona gestione anche senza certificazioni formali, come nel caso delle micro e piccole imprese. Queste ultime possono accedere a procedure equivalenti che prevedono verifiche documentali e in alcuni casi sopralluoghi da remoto, permettendo così di ottenere il riconoscimento di rischio basso anche senza l’onere immediato di certificazioni strutturate.
Questo riduce gli oneri amministrativi e organizzativi e consente alle imprese di allocare risorse in modo più efficiente. Allo stesso tempo, la pubblica amministrazione beneficia di un quadro più chiaro per programmare i controlli, orientando l’attività di vigilanza verso soggetti con profili di rischio più elevati e riducendo duplicazioni e sovrapposizioni di interventi.
Le procedure delineate nella prassi UNI forniscono cenni operativi utili per le imprese che intendono intraprendere il percorso di qualificazione, con passaggi che includono la classificazione dell’organizzazione, la verifica dei requisiti e l’esecuzione di audit da parte di organismi accreditati.


