Lavoro e salute: gestire i disturbi muscolo-scheletrici

Lavoro e salute: gestire i disturbi muscolo-scheletrici

Il mal di schiena, i dolori al collo o alle mani non sono soltanto fastidi passeggeri, ma spesso segnali di patologie muscolo-scheletriche legate all’ambiente di lavoro. Secondo i dati europei, quasi un lavoratore su quattro soffre di dolori lombari e un numero simile lamenta dolori muscolari in altre parti del corpo. Queste condizioni, definite disturbi muscolo-scheletrici, possono derivare da posture scorrette mantenute per troppo tempo, movimenti ripetuti, sforzi fisici o da una sollecitazione continua delle articolazioni.

Spesso sono colpiti soggetti impegnati in mansioni apparentemente semplici: operatori agricoli, addetti alla movimentazione, trasportatori, chi lavora in uffici o nell’assistenza sanitaria. Le posture prolungate o i movimenti ripetitivi possono provocare lombalgie acute, artrosi, ernie e i cosiddetti “tech neck”, dolore cervicale associato all’uso prolungato di dispositivi digitali. Anche gli arti superiori sono a rischio a causa di attrezzature non ergonomiche o di prese scorrette: ne scaturiscono epicondiliti, tendiniti o sindromi come quella del tunnel carpale.

Nel mondo sanitario, per esempio, gli addetti alla movimentazione dei pazienti affrontano carichi biomeccanici elevati, talvolta in ambienti ristretti e operando a ritmi intensi. Analogamente, i lavoratori industriali, i montatori, i trasportatori, gli operai in catena di montaggio, chi svolge lavori manuali continui in legno, tessuti o ristorazione sono esposti a sollecitazioni croniche che possono tradursi in patologie debilitanti. Anche chi lavora in posizioni statiche prolungate, come i videoterminalisti o chi resta inginocchiato, può sviluppare dolori lombari, rigidità o problemi vascolari agli arti inferiori.

Impatti concreti per aziende e lavoratori

Per le aziende, l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici si traduce in giornate di assenza, calo della produttività e potenziali contenziosi. Affrontare il problema significa organizzare i luoghi e i compiti secondo criteri ergonomici: definire postazioni adeguate, favorire la rotazione delle mansioni, limitare i carichi manuali, pianificare le pause e introdurre soluzioni tecniche che proteggano il lavoratore.

Per le persone, la prevenzione significa ridurre il dolore, preservare la mobilità e mantenere una buona qualità della vita. Riconoscere tempestivamente i primi sintomi e intervenire con supporti adeguati – dall’assetto posturale alla consulenza fisioterapica – può prevenire l’evoluzione cronica della patologia.

Come possiamo aiutarti?