Sorveglianza esposizione a cancerogeni: registri e banche dati

Sorveglianza esposizione a cancerogeni: registri e banche dati

Monitorare l’esposizione a cancerogeni sul lavoro, è fondamentale per garantire la protezione della salute in azienda. L’Italia dispone di un sistema strutturato attraverso il SIREP, mentre a livello europeo e mondiale operano banche dati e registri che consentono di confrontare scenari nazionali e ottenere dati utili a prevenire istituzionalmente i rischi occupazionali. Questi strumenti contribuiscono non solo alla tutela del lavoratore, ma anche alla qualità delle politiche di prevenzione e formazione.

Solo dopo aver consolidato un quadro interno solido è possibile valorizzare l’apporto dei sistemi internazionali, che integrano e arricchiscono la comprensione dei rischi. In questo contesto il documento Inail sulle esposizioni professionali propone una mappatura dei registri e delle banche dati disponibili, a supporto della sorveglianza e della pianificazione strategica in sicurezza.

Strumenti disponibili per la sorveglianza dell’esposizione

In Italia, il SIREP (Sistema informativo registri di esposizione professionale) costituisce la principale piattaforma di raccolta dati ai sensi dell’articolo 243 del DLgs 81/2008. Raccoglie le informazioni trasmesse dalle imprese in merito ai lavoratori esposti, costituisce una risorsa essenziale per attività di ricerca, analisi epidemiologiche e strategie di controllo a livello nazionale.

Sul piano internazionale esistono registri e banche dati sviluppati da istituti nazionali e comunitari, spesso in risposta a esigenze normative o obiettivi di ricerca. Studi condotti da organismi quali l’agenzia europea per la sicurezza del lavoro (EU-OSHA) o lo Istituto olandese per la salute pubblica (RIVM) hanno evidenziato la disomogeneità tra i Paesi dell’UE: alcuni dispongono di sistemi avanzati di archiviazione e analisi delle esposizioni, altri gestiscono ancora solo misure di monitoraggio ambientale. Tra i dati registrati figurano sostanze quali polveri di legno duro, fumi di saldatura contenenti nichel o cromo, e IPA; mentre l’esposizione a silice respirabile ed emissioni diesel risulta spesso meno documentata, sebbene frequentemente presente.

Utilità operativa dei registri e delle banche dati

Questi strumenti permettono di:

  • Valutare la diffusione e il livello di esposizione a cancerogeni nei diversi comparti produttivi.
  • Favorire lo scambio di dati statistici e scientifici tra istituti e Paesi, migliorando la sorveglianza epidemiologica.
  • Individuare esigenze preventive e priorità nei contesti ad alto rischio e orientare l’adozione di misure tecniche, organizzative o sostitutive.

Pertanto, i registri non sono meri archivi, ma pilastri della prevenzione collettiva.

Implicazioni pratiche per imprese, operatori e sistema nazionale

Per le aziende, una solida strategia di sorveglianza implica raccogliere e comunicare dati conformi, collaborando con il SIREP e con le autorità competenti. Questo approccio rafforza la capacità di misurare i rischi, garantire la salute dei lavoratori e rispondere in modo tempestivo a eventuali emergenze ambientali o organizzative.

Per il sistema nazionale, valorizzare le banche dati internazionali favorisce l’allineamento a standard consolidati, facilita lo sviluppo di modelli previsionali e promuove migliori politiche preventive e formative, grazie all’interscambio di esperienze tra i Paesi.

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