Formazione obbligatoria 2025: nuovi adempimenti per i datori di lavoro

Formazione obbligatoria 2025: nuovi adempimenti per i datori di lavoro

Con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio, è stato introdotto un nuovo obbligo di formazione per tutti i datori di lavoro. Questo passo normativo completa quanto previsto dal DLgs 81/2008 e dal DL 146/2021, armonizzando i percorsi formativi e puntando a una cultura della sicurezza strutturata e qualificata.

Il cuore dell’Accordo prevede un corso base obbligatorio della durata minima di 16 ore, dedicato ai datori di lavoro: il modulo affronta aspetti giuridici, organizzativi e gestionali della salute e sicurezza sul lavoro. A questi si aggiunge, per chi opera nei cantieri, un modulo specialistico aggiuntivo di 6 ore. Questa formazione, resa obbligatoria per essere in regola, ha durata utile di 24 mesi a partire dal 24 maggio 2025, con un aggiornamento successivo ogni cinque anni, di almeno 6 ore.

Nuove scadenze, aggiornamento continuo e scenari transitori

Il provvedimento introduce un regime transitorio, consentendo di regolarizzare la propria formazione entro 12 mesi dall’entrata in vigore, ovvero entro maggio 2026. Nell’intervallo, restano validi anche i corsi precedenti se rilasciati nelle condizioni previste. Tuttavia, per i datori di lavoro già formati come RSPP, ASPP o preposti, l’Accordo prevede specifiche esonero o riconoscimento della formazione pregressa.

Il nuovo approccio considera la formazione non più un evento isolato, ma parte di un processo continuo: ogni datore deve verificare e documentare l’efficacia dell’apprendimento, garantendo che il percorso formativo traduca conoscenze in comportamenti idonei alla prevenzione.

Ambiti applicativi: moduli e soggetti interessati

La formazione obbligatoria si estende a diverse figure e compiti aziendali. I dirigenti seguono un corso base di 12 ore, più 6 ore aggiuntive se operano in ambito cantieristico, con aggiornamento ogni 5 anni. Preposti ricevono almeno 12 ore obbligatorie, da svolgere in presenza o videoconferenza, con aggiornamento biennale.

Anche i lavoratori che svolgono ruoli tecnici (come addetti a spazi confinati o attrezzature specifiche) devono ricevere una formazione specializzata con periodicità definita. In ogni caso, la progressiva digitalizzazione consente modalità miste (presenza, videoconferenza, e-learning) nei contesti adeguati.

Impatti concreti per imprese e lavoratori

Per le aziende, il nuovo regime formativo rappresenta un’opportunità per consolidare la cultura della sicurezza e strutturare percorsi coerenti con le responsabilità del principale datore di lavoro. Attraverso un processo formativo ben pianificato e documentato, la formazione diventa strumento di governance preventiva, riducendo il rischio di inadempimenti e infortuni.

Per i lavoratori, dirigenti o preposti, il vantaggio si traduce in competenze aggiornate, consapevolezza operativa e procedure chiare nei contesti di lavoro. L’approccio continuo alla formazione garantisce strumenti adeguati per affrontare i mutamenti organizzativi e tecnologici, rafforzando qualità e sostenibilità della gestione della sicurezza.

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