Gestione amianto sul lavoro le nuove linee guida UE

Gestione amianto sul lavoro le nuove linee guida UE

La gestione amianto sul lavoro è disciplinata in Italia dal Dlgs 81/08, in particolare dal Titolo IX, Capo III, che regola la protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto. La normativa stabilisce obblighi stringenti per il datore di lavoro in materia di valutazione del rischio, monitoraggio delle fibre aerodisperse, adozione di misure di prevenzione e protezione, formazione dei lavoratori e sorveglianza sanitaria. 

L’articolo 246 definisce il campo di applicazione, mentre gli articoli 249 e seguenti disciplinano la valutazione del rischio e le misure tecniche da adottare prima di qualsiasi attività di manutenzione, rimozione o bonifica. Il quadro europeo si è recentemente rafforzato attraverso nuove linee guida volte a supportare gli Stati membri nell’implementazione uniforme delle disposizioni in materia di prevenzione dell’esposizione all’amianto. Il contesto normativo si inserisce in una strategia più ampia di tutela della salute dei lavoratori, considerando che l’amianto rappresenta ancora oggi una delle principali cause di malattie professionali a lungo termine.

Gestione amianto sul lavoro: contenuti delle linee guida europee

Le nuove linee guida europee sulla gestione amianto sul lavoro forniscono indicazioni operative per migliorare l’individuazione dei materiali contenenti amianto e per rafforzare la prevenzione nelle attività edilizie e di manutenzione. Il documento richiama l’importanza di una mappatura preventiva degli edifici, soprattutto quelli costruiti prima del divieto di utilizzo dell’amianto, e sottolinea la necessità di analisi accurate prima dell’avvio di interventi che possano generare dispersione di fibre

Le linee guida promuovono l’adozione di tecniche di rimozione controllata, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale adeguati e l’impiego di sistemi di confinamento per limitare la contaminazione ambientale. Un ulteriore elemento centrale riguarda l’aggiornamento dei limiti di esposizione professionale e il rafforzamento delle procedure di monitoraggio ambientale. L’approccio europeo punta a una maggiore armonizzazione dei controlli e alla diffusione di buone pratiche condivise, in modo da ridurre il rischio residuo nei cantieri e nei luoghi di lavoro in cui l’amianto è ancora presente.

Implicazioni operative per imprese e lavoratori

Le imprese devono integrare le indicazioni europee nei propri modelli organizzativi e nella valutazione dei rischi, aggiornando il DVR ogniqualvolta emergano nuovi elementi relativi alla presenza di amianto. Il datore di lavoro è tenuto a garantire che le attività di bonifica o manutenzione siano affidate a imprese specializzate e che il personale sia adeguatamente formato. 

La gestione corretta dell’amianto comporta la predisposizione di piani di lavoro dettagliati, la notifica preventiva agli organi competenti e l’adozione di procedure di emergenza in caso di esposizione accidentale. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti costituisce un obbligo fondamentale, così come la conservazione della documentazione relativa agli interventi effettuati. 

L’adeguamento alle linee guida europee rappresenta non solo un obbligo di conformità normativa, ma anche un investimento nella prevenzione di patologie gravi e nella riduzione del contenzioso. La gestione amianto sul lavoro richiede un approccio sistemico che coinvolga progettazione, esecuzione, controllo e formazione continua.

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