Infortuni e malattie: il quadro Inail di gennaio 2026

Infortuni e malattie: il quadro Inail di gennaio 2026

Gli infortuni denunciati a gennaio 2026 offrono un primo quadro utile per leggere l’andamento iniziale dell’anno sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro. Il riferimento istituzionale resta il sistema di rilevazione Inail, che consente una lettura mensile del fenomeno infortunistico e tecnopatico, mentre sul piano normativo continua a trovare applicazione il quadro generale definito dal Dlgs 81/2008. In particolare, gli articoli 17, 18, 28 e 37 richiamano il ruolo centrale del datore di lavoro nella valutazione dei rischi, nell’adozione delle misure di prevenzione e nella formazione dei lavoratori

I dati mensili, per loro natura, hanno carattere provvisorio e devono essere interpretati con cautela, soprattutto quando riguardano gli eventi mortali, che possono risentire di successive variazioni amministrative. Resta però significativo il fatto che il confronto tra gennaio 2025 e gennaio 2026 evidenzi, per gli eventi in occasione di lavoro, una flessione delle denunce complessive e una riduzione dei decessi denunciati. Allo stesso tempo, emerge una crescita degli infortuni in itinere e un aumento delle malattie professionali denunciate, elemento che conferma quanto il tema della prevenzione non possa essere limitato alla sola gestione dell’infortunio immediato, ma debba estendersi anche all’esposizione prolungata ai fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro. 

Nel confronto di lungo periodo, inoltre, l’incidenza degli infortuni denunciati in occasione di lavoro sul totale degli occupati risulta in diminuzione rispetto agli anni precedenti, segnale che va letto insieme alla qualità delle misure organizzative e preventive adottate nei diversi contesti produttivi.

Infortuni in calo, crescono le malattie denunciate

Il dato più rilevante che emerge dalla rilevazione di gennaio 2026 è il doppio andamento tra riduzione delle denunce di infortunio in occasione di lavoro e crescita delle denunce di malattia professionale. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro risultano in calo dell’1,6% rispetto a gennaio 2025, mentre i decessi riferiti a questa modalità diminuiscono del 40,0%. Diversa è invece la dinamica degli infortuni in itinere, che registrano un aumento del 7,6%, confermando la persistente incidenza del rischio collegato agli spostamenti casa lavoro. Sul versante delle malattie professionali, le denunce protocollate a gennaio 2026 sono pari a 7.535, con un incremento del 14,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. 

Si tratta di un dato da osservare con attenzione, perché segnala una crescita diffusa delle patologie correlate all’attività lavorativa e richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare il monitoraggio dei fattori di esposizione, la sorveglianza sanitaria e l’aggiornamento delle misure preventive. Anche la metodologia di lettura dei dati aiuta a comprendere il fenomeno: gli open data Inail distinguono infatti tra rilevazioni mensili, utili per cogliere l’andamento congiunturale, e rilevazioni semestrali, più adatte a misurare i trend consolidati. Questo significa che i numeri di gennaio rappresentano un indicatore tempestivo, ma non ancora definitivo, da collocare dentro un’analisi più ampia dell’evoluzione del rischio lavorativo nei diversi settori.

Le implicazioni operative per imprese e lavoratori

Le imprese devono leggere questi dati non come una semplice fotografia statistica, ma come un richiamo operativo alla gestione concreta della prevenzione. La diminuzione degli infortuni in occasione di lavoro è un segnale che può riflettere l’efficacia di una parte delle misure adottate, ma non autorizza alcun arretramento sul piano organizzativo. 

Al contrario, l’aumento degli eventi in itinere e delle malattie professionali impone una visione più ampia della tutela. Per i datori di lavoro ciò significa aggiornare il DVR in relazione ai rischi effettivamente presenti, rafforzare formazione e informazione, verificare l’idoneità delle procedure interne e mantenere alta l’attenzione sui rischi ergonomici, biomeccanici, chimici e organizzativi che possono generare effetti nel medio e lungo periodo. Per i lavoratori, questi dati confermano l’importanza della partecipazione ai processi di prevenzione, della corretta segnalazione delle criticità e del rispetto delle procedure aziendali. 

In questo contesto, la crescita delle malattie professionali rappresenta un indicatore particolarmente delicato, perché spesso rimanda a esposizioni cumulative, posture incongrue, movimenti ripetitivi o condizioni ambientali non adeguatamente corrette nel tempo. La lettura dei dati Inail, quindi, non riguarda solo il bilancio numerico di un mese, ma offre alle aziende e ai professionisti della sicurezza un supporto concreto per orientare interventi mirati, verifiche interne e programmi di miglioramento continuo.

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