Il decreto ministeriale 17 dicembre 2025 n. 180 introduce le linee guida nazionali per l’implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, collocandosi all’interno di un quadro normativo in rapida evoluzione che intreccia diritto del lavoro, tutela della salute e protezione dei dati. Il provvedimento si innesta sui principi generali già presenti nel Dlgs 81/2008, in particolare sull’obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi connessi all’organizzazione del lavoro e all’utilizzo di nuove tecnologie.
A livello sovranazionale, le linee guida dialogano con il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e con la normativa in materia di protezione dei dati personali, rafforzando l’esigenza di un approccio prudente e responsabile nell’adozione di sistemi automatizzati che incidono su processi decisionali, organizzazione delle attività e condizioni di lavoro. Il decreto individua l’intelligenza artificiale come uno strumento potenzialmente utile, ma non neutro, che deve essere governato attraverso criteri di trasparenza, controllo umano e prevenzione dei rischi.
Le linee guida sull’intelligenza artificiale nel lavoro
Le linee guida sull’intelligenza artificiale nel lavoro definiscono un insieme di principi operativi destinati a orientare imprese e organizzazioni nell’uso consapevole delle tecnologie algoritmiche. Viene ribadita la centralità della persona e la necessità che i sistemi di intelligenza artificiale siano utilizzati come supporto alle decisioni, senza sostituire integralmente il giudizio umano, soprattutto nei processi che incidono su assunzioni, valutazioni delle performance, organizzazione dei turni e gestione disciplinare.
Il decreto richiama l’obbligo di trasparenza sugli algoritmi utilizzati, sulla logica di funzionamento e sugli effetti potenziali sui lavoratori, nonché l’importanza di una valutazione preventiva degli impatti organizzativi, etici e di salute e sicurezza. Un ulteriore elemento qualificante riguarda l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi aziendali di prevenzione, prevedendo controlli, monitoraggi e aggiornamenti continui in funzione dell’evoluzione tecnologica e organizzativa.
Le implicazioni operative per imprese e lavoratori
Le ricadute pratiche del decreto sono rilevanti sia per le imprese sia per i lavoratori. Per le aziende, l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale richiede un rafforzamento dei processi di governance interna, con l’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi, la definizione di ruoli e responsabilità e il coinvolgimento delle figure della prevenzione. L’utilizzo non controllato di strumenti algoritmici può infatti generare rischi organizzativi, discriminazioni indirette, stress lavoro correlato e perdita di controllo sui processi decisionali.
Per i lavoratori, le linee guida rappresentano una garanzia di maggiore tutela, poiché rafforzano il diritto alla conoscenza, alla trasparenza e al controllo umano sulle decisioni che incidono sulle condizioni di lavoro. In questa prospettiva, la formazione assume un ruolo centrale, sia per sviluppare competenze digitali adeguate sia per consentire una partecipazione consapevole ai cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale.
Il decreto conferma quindi la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica, diritti dei lavoratori e responsabilità datoriali.


