I lavori in quota, in particolare quelli svolti su tetti e facciate, rappresentano una delle principali cause di infortunio grave o mortale in edilizia. Il DLgs 81/2008 impone l’adozione di misure tecniche, organizzative e procedurali per prevenire il rischio di caduta dall’alto, privilegiando sempre la protezione collettiva rispetto a quella individuale.
In linea con queste prescrizioni, un vademecum operativo indica nove regole fondamentali per garantire la sicurezza durante le lavorazioni in quota, rivolgendosi in modo diretto a datori di lavoro, preposti, lavoratori e committenti.
Protezione dei bordi: parapetti e sistemi anticaduta per ogni tipo di copertura
La prima misura da adottare è la protezione dei bordi di tetti e facciate. Quando si supera l’altezza di 2 metri dal suolo, è obbligatorio installare parapetti continui, stabili e resistenti. Sui tetti piani si utilizzano ponte da lattoniere e protezioni laterali, mentre sulle coperture inclinate è necessario applicare correnti superiori, intermedi e fermapiedi. L’assenza di barriere laterali espone il lavoratore a rischi elevati, soprattutto in caso di perdita di equilibrio o spostamenti improvvisi.
Resistenza delle superfici di lavoro: evitare sfondamenti accidentali
Un altro rischio sottovalutato è rappresentato dalla resistenza insufficiente del manto di copertura. Lastre in fibrocemento, lucernari in plastica o materiali vetrosi non sono progettati per sostenere il peso di una persona. In tali casi è indispensabile prevedere l’uso di passerelle portanti, reti di sicurezza sottostanti o elementi calpestabili con certificazione di resistenza, al fine di garantire una superficie sicura e stabile.
Ponteggi sicuri: controlli quotidiani e corretto montaggio
Il ponteggio è uno strumento indispensabile per le lavorazioni in facciata. Tuttavia, per essere sicuro, deve essere sottoposto a verifiche quotidiane prima dell’uso. I controlli devono riguardare la fondazione, la verticalità, la stabilità, l’ancoraggio, le condizioni dei piani di calpestio e il rispetto della distanza massima di 30 cm tra la struttura e il muro. Inoltre, è obbligatorio che ogni modifica o montaggio venga effettuato esclusivamente da personale formato e autorizzato.
Protezioni collettive prima dei DPI: un principio da rispettare
Le misure di protezione collettiva, come parapetti, reti anticaduta e ponteggi, devono essere sempre preferite rispetto ai dispositivi di protezione individuale. Soltanto quando non è possibile garantire la sicurezza con mezzi collettivi, si può ricorrere a imbracature, cordini e sistemi di arresto caduta. In tal caso, è essenziale che i DPI siano certificati, in buono stato e che i lavoratori siano adeguatamente formati al loro utilizzo.
Utilizzo e installazione delle linee vita secondo la norma UNI EN 795
Le linee vita sono dispositivi fondamentali per la sicurezza dei lavoratori in quota. Possono essere permanenti o temporanee e devono essere installate in conformità alla norma UNI EN 795. Alcune normative regionali ne prevedono l’obbligatorietà su tutti gli edifici di nuova costruzione. Le linee vita devono essere progettate da tecnici abilitati, mantenute in efficienza e ispezionate regolarmente.
Definizione chiara dei ruoli e dei compiti
La sicurezza in cantiere non può prescindere dalla chiarezza delle responsabilità. Il committente deve verificare l’idoneità dell’impresa incaricata, il datore di lavoro è responsabile della predisposizione delle misure di sicurezza, i preposti devono vigilare sull’attuazione delle procedure e i lavoratori devono adottare comportamenti corretti. Ogni figura deve essere consapevole del proprio ruolo e dei propri obblighi.
Programmare ispezioni strutturate e verifiche periodiche
Oltre ai controlli giornalieri, è fondamentale programmare ispezioni più approfondite e a cadenza definita da parte di personale competente. Queste verifiche devono riguardare tutti gli elementi critici: ponteggi, linee vita, parapetti, ancoraggi, sistemi di accesso e DPI. La manutenzione periodica e la registrazione delle ispezioni aumentano il livello di sicurezza complessiva.
Formazione pratica sull’uso dei DPI anticaduta
La formazione dei lavoratori che operano in quota deve essere mirata e includere non solo la teoria, ma anche prove pratiche di utilizzo dei dispositivi anticaduta. Devono essere spiegate le modalità corrette di aggancio, le manovre di posizionamento, l’uso dei connettori, e le procedure di salvataggio in caso di caduta. La formazione deve essere documentata e aggiornata con regolarità.
Revisione continua delle procedure e aggiornamento del DVR
Infine, la sicurezza sul lavoro in quota richiede un approccio dinamico. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni operative, le attrezzature o l’organizzazione del cantiere. Anche le procedure operative devono essere riviste periodicamente, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.


