Malattie professionali nel settore HoReCa

Malattie professionali nel settore HoReCa

Le malattie professionali nel settore HoReCa rappresentano un tema centrale nel quadro della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro disciplinata dal Dlgs 81/08 e dal sistema assicurativo gestito dall’Inail ai sensi del DPR 1124/1965. La normativa impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi presenti nell’organizzazione aziendale, compresi quelli ergonomici, chimici e da sovraccarico biomeccanico, adottando misure di prevenzione e protezione adeguate e aggiornate. 

Il comparto delle attività alberghiere e della ristorazione presenta peculiarità organizzative e operative che incidono sull’insorgenza di patologie lavoro correlate, con un’incidenza significativa di disturbi muscolo scheletrici, patologie da movimentazione manuale dei carichi e affezioni cutanee e respiratorie legate all’uso di sostanze detergenti e disinfettanti. Il sistema normativo prevede inoltre l’obbligo di sorveglianza sanitaria nei casi in cui la valutazione dei rischi evidenzi esposizioni rilevanti, con la collaborazione del medico competente.

Le malattie professionali HoReCa più ricorrenti e i fattori di rischio

Le malattie professionali HoReCa più ricorrenti riguardano in primo luogo i disturbi dell’apparato muscolo scheletrico. Le attività di cucina, sala, housekeeping e magazzino comportano posture incongrue, movimenti ripetitivi e sollevamento di carichi che nel tempo possono determinare lombalgie, tendiniti, sindrome del tunnel carpale e altre patologie da sovraccarico biomeccanico. Le lavorazioni in ambienti caldi e umidi, tipiche delle cucine professionali, espongono inoltre i lavoratori a stress termico e a un elevato affaticamento fisico.

Le attività di pulizia e sanificazione, particolarmente frequenti nel settore alberghiero, comportano l’utilizzo di agenti chimici che possono provocare dermatiti da contatto, allergie e irritazioni delle vie respiratorie. Le turnazioni prolungate e il lavoro serale o notturno incidono poi sul benessere psico fisico, favorendo l’insorgenza di disturbi correlati allo stress lavoro correlato, che devono essere oggetto di specifica valutazione ai sensi dell’articolo 28 del Dlgs 81/08. Il quadro che emerge evidenzia come il rischio non sia legato a un singolo fattore ma a una combinazione di condizioni organizzative e ambientali che richiedono un approccio integrato alla prevenzione.

Gli obblighi per le imprese e la prevenzione efficace

Le imprese del settore HoReCa sono chiamate a tradurre gli obblighi normativi in procedure concrete e verificabili. La valutazione dei rischi deve essere specifica per le mansioni effettivamente svolte e non limitarsi a formule standardizzate. L’analisi deve includere la movimentazione manuale dei carichi, i movimenti ripetitivi, l’esposizione ad agenti chimici e il microclima, con l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate. 

La formazione e l’informazione dei lavoratori assumono un ruolo determinante per ridurre l’incidenza delle malattie professionali. L’addestramento sulle corrette tecniche di sollevamento, sull’uso sicuro delle sostanze detergenti e sull’impiego dei dispositivi di protezione individuale contribuisce a contenere i rischi. 

La sorveglianza sanitaria, laddove prevista, consente di individuare precocemente eventuali segnali di patologie lavoro correlate e di adottare interventi correttivi. Per i lavoratori una prevenzione efficace significa maggiore tutela della salute e riduzione dell’assenteismo. Per le imprese significa contenimento dei costi indiretti, riduzione del contenzioso e miglioramento dell’organizzazione del lavoro. Unasf e Conflavoro promuovono un approccio consapevole e strutturato alla sicurezza, in cui la gestione del rischio diventa parte integrante della qualità del servizio offerto.

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