I PFAS nelle schiume antincendio sono al centro di un intervento normativo europeo che rafforza la tutela della salute, dell’ambiente e dei lavoratori esposti a sostanze chimiche persistenti. Il regolamento UE 2025/1988 introduce nuove restrizioni all’immissione sul mercato e all’uso delle schiume antincendio contenenti PFAS, in coerenza con il quadro generale della normativa europea sulle sostanze chimiche e con i principi di prevenzione previsti dal Dlgs 81/2008.
La disciplina si inserisce in un percorso già avviato dall’Unione europea per ridurre l’esposizione a sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, caratterizzate da elevata persistenza ambientale e potenziali effetti nocivi sulla salute umana. L’obiettivo è limitare progressivamente l’uso di queste sostanze nei contesti in cui esistono alternative tecnicamente ed economicamente sostenibili, rafforzando al contempo gli obblighi di valutazione del rischio e di gestione sicura.
PFAS nelle schiume antincendio e contenuti del regolamento UE 2025/1988
I PFAS nelle schiume antincendio sono oggetto di restrizioni mirate che tengono conto delle diverse tipologie di utilizzo e dei contesti operativi. Il regolamento UE 2025/1988 prevede limiti stringenti alla produzione, alla commercializzazione e all’impiego di schiume antincendio contenenti PFAS, con un calendario di applicazione differenziato in base agli ambiti di utilizzo. Le nuove disposizioni distinguono tra usi addestrativi, test, manutenzione degli impianti e impieghi reali in emergenza, introducendo divieti più rapidi per le attività non essenziali e prevedendo periodi transitori limitati per i settori in cui la sostituzione risulta più complessa.
Il regolamento stabilisce inoltre obblighi specifici in materia di gestione delle scorte esistenti, smaltimento dei residui e prevenzione delle contaminazioni ambientali, imponendo un approccio più rigoroso alla tracciabilità e al controllo delle sostanze utilizzate. La logica dell’intervento non è solo restrittiva, ma orientata a favorire l’adozione di soluzioni alternative prive di PFAS, promuovendo un cambiamento strutturale nelle pratiche di prevenzione incendi.
Impatti operativi per imprese e lavoratori
Le nuove restrizioni sui PFAS nelle schiume antincendio comportano implicazioni rilevanti per le imprese e per i lavoratori coinvolti nelle attività di prevenzione e gestione degli incendi. Per le aziende che utilizzano schiume antincendio, il regolamento UE 2025/1988 impone una revisione dei sistemi di sicurezza, delle procedure operative e dei piani di emergenza, con particolare attenzione alla sostituzione dei prodotti contenenti PFAS e alla formazione del personale. La transizione verso schiume alternative richiede valutazioni tecniche accurate, aggiornamento della documentazione di sicurezza e integrazione delle nuove misure nei sistemi di gestione aziendale.
Dal punto di vista dei lavoratori, le restrizioni rappresentano un’opportunità di riduzione dell’esposizione a sostanze chimiche pericolose, in linea con i principi di prevenzione del Dlgs 81/2008. Tuttavia, la fase di transizione comporta anche la necessità di informazione e formazione specifica, affinché le nuove soluzioni siano utilizzate correttamente e senza riduzione dei livelli di protezione antincendio. Nel complesso, l’intervento normativo spinge le imprese a superare un approccio emergenziale e a integrare la gestione del rischio chimico e ambientale nelle strategie di sicurezza sul lavoro, con benefici potenziali in termini di tutela della salute, sostenibilità e conformità normativa.


