I fumi di saldatura costituiscono un rischio significativo ai sensi del DLgs 81/2008, che obbliga il datore di lavoro a valutare i rischi chimici e a tutelare la salute dei lavoratori mediante misure preventive, DPI, sorveglianza sanitaria e monitoraggi ambientali.
Le sostanze pericolose derivano dal metallo base, dal metallo d’apporto e dai materiali di rivestimento; elementi come cromo esavalente, nichel, manganese, ossidi di ferro e altri metalli pesanti sono frequentemente presenti. Classificazioni internazionali recenti riconoscono i fumi di saldatura come cancerogeni certi per l’uomo, evidenziando danni non solo respiratori ma anche sistemici.
Effetti sulla salute: acuti, cronici e rischi specifici
L’esposizione acuta ai fumi può causare irritazione di occhi, gola e vie respiratorie, tosse, difficoltà a respirare, febbre da fumi metallici, vertigini, nausea. A lungo termine invece emergono malattie respiratorie croniche quali bronchite, asma professionale, fibrosi polmonare; si registrano anche danni neurologici legati a metalli come il manganese, disturbi cardiovascolari e, soprattutto, un aumento del rischio di tumori del polmone, delle vie respiratorie superiori e altri organi in base alle sostanze coinvolte. Anche la luce UV prodotta durante la saldatura può danneggiare occhi e pelle.
Misure di prevenzione indispensabili e obblighi operativi
Il datore di lavoro deve predisporre misure collettive per ridurre l’esposizione: tra queste ventilazione locale, aspiratori di fumi vicino al punto di saldatura, contenimento delle emissioni alla fonte. È obbligatorio fornire DPI adeguati, come maschere respiratorie con filtro per particelle metalliche, schiume o gas pericolosi, occhiali protettivi, visiere, indumenti resistenti.
La formazione dei saldatori deve includere informazioni su rischi, uso corretto dei dispositivi di protezione, corretta manutenzione degli impianti e procedure di lavoro sicure. Va effettuata sorveglianza sanitaria con visite mediche, monitoraggi ambientali periodici per verificare concentrazioni di metalli e gas, e aggiornamento della valutazione del rischio ogni volta che cambiano i materiali o la modalità di lavoro.


