Il cobalto è un metallo di transizione presente in natura in minerali come la cobaltite e la smaltite, ed è largamente impiegato in settori strategici quali batterie ricaricabili, leghe ad alta resistenza, utensili da taglio e catalizzatori.
Durante i processi di frantumazione, macinazione, saldatura, fusione o lavorazione di leghe contenenti cobalto, si può produrre polvere finemente dispersa nell’aria. Le industrie più esposte includono quelle minerarie, di produzione di batterie, lavorazione di leghe speciali, chimica e componenti medicali, dove il materiale in forma particolata costituisce un rischio occupazionale concreto.
Effetti sanitari associati all’esposizione
L’inalazione o l’assorbimento cutaneo della polvere di cobalto comporta gravi pericoli per la salute. Tra i principali:
- Patologie polmonari: fibrosi polmonare, asma professionale, bronchopneumopatia cronica ostruttiva
- Reazioni allergiche cutanee: dermatite da contatto con prurito, arrossamento e vesciche
- Effetti cancerogeni: il cobalto è considerato probabile cancerogeno (classe 1B), con aumento del rischio di tumore polmonare e cutaneo
- Impatti sistemici: effetti sul cuore (cardiomiopatia), sul sistema nervoso, sul funzionamento tiroideo e rischio di eccesso di globuli rossi, con possibili complicazioni vascolari
Queste conseguenze rendono necessaria una gestione rigorosa del rischio in ogni fase operativa.
Principi di controllo e misure preventive
Per proteggere i lavoratori occorre attuare una strategia multilivello, che includa:
- Dispositivi di protezione individuale (DPI): maschere con filtri adeguati, guanti, occhiali e indumenti protettivi
- Sistemi di ventilazione e aspirazione localizzata: per rimuovere la polvere prima che si disperda nell’ambiente
- Monitoraggio ambientale e biologico: controlli periodici della concentrazione della polvere e comparazione rispetto ai limiti di esposizione professionale
- Formazione e sensibilizzazione: il personale deve conoscere i rischi specifici del cobalto e le corrette modalità di comportamento
- Pulizia controllata degli ambienti: utilizzo di metodi a umido o aspiratori industriali che evitino la riallocazione della polvere
- Impiego di purificatori d’aria industriali: dispositivi con filtri HEPA e carbone attivo possono ridurre significativamente le particelle in sospensione negli ambienti ad alto rischio
L’integrazione di queste misure consente di contenere l’esposizione e di ridurre il rischio residuale, rendendo l’ambiente di lavoro più sicuro e conforme alle migliori pratiche.


